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Formaggi Dop veneti in crescita: nel 2025 prodotte 3,9 milioni di forme, salgono anche i prezzi

Annata di “incrementi significativi” per i formaggi Dop del Veneto: nel 2025 le sette denominazioni hanno registrato una produzione di circa 3,9 milioni di forme, pari a 53.000 tonnellate, +7,4% in numero di forme e +6,1% in peso rispetto al 2024. A certificarlo è il report “La produzione di formaggi a denominazione di origine in Veneto” dell’Osservatorio economico di Veneto Agricoltura ha pubblicato. A trainare il comparto sono soprattutto Grana Padano ed Asiago, che insieme hanno assorbito circa l’85% del latte Veneto destinato alle produzioni Dop. Nello specifico, il Grana Padano si è imposto come la principale denominazione regionale in termini di peso del prodotto finito, con quasi 25.000 tonnellate, alle quali corrisponde una produzione complessiva di 638.000 forme (+4,4%). L’Asiago invece si conferma la Dop casearia più rappresentata in Veneto per numero di forme prodotte, con circa 1,5 milioni di unità (+8,4%), che equivalgono a 19.300 tonnellate di formaggio totali. Tra le altre denominazioni, spicca la Casatella Trevigiana, che ha evidenziato la crescita annuale più consistente tra tutte le Dop venete: avendo superato la soglia delle 510 tonnellate di formaggio, ha messo a registro un aumento produttivo vicino al 30%. In positivo, con incrementi compresi tra il 0,6% e l’1,2%, anche il Provolone Valpadana (440.000 forme e 3.190 tonnellate complessive), il Montasio (339.000 forme, 2.470 tonnellate) e il Piave (316.000, 1.930 tonnellate), mentre il Monte Veronese è l’unica Dop in calo (-6%).

Sul versante delle quotazioni, l’andamento è stato globalmente proficuo, senza eccezioni: i prezzi medi di tutte le denominazioni, infatti, hanno mostrato marcate risalite. Il Grana Padano stagionato 10 mesi si è assestato sui 10,7 euro al chilo (+9,9%), quello 14-16 mesi sugli 11,7 euro al chilo (+10,5%). L’Asiago, sulla stessa scia del Provolone Valpadana (8,3 euro al chilo, +8%), ha raggiunto gli 8,0 euro al chilo per il Pressato (+9,1%) e i 9,3 euro al chilo per l’Allevo (+7,7%). Il Montasio, a seconda della stagionatura, ha registrato prezzi compresi tra 9,3 e 11,5 euro al chilo e crescite tra il 3,6% e il 9,1%, e il Monte Veronese ha toccato i 7,7 euro al chilo (+5,8%). Balzi in avanti che, uniti alle crescite produttive, dimostrano come, nel 2025, il comparto veneto delle DOP casearie si sia rafforzato in maniera considerevole: dal 2026 si attendono ora conferme.

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