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VINO. UVA RACCOLTA E LITRI PRODOTTI, VENETO CONFERMA PRIMATO NAZIONALE

Più forte cambiamenti climatici e degli imprevisti, anche nel 2025 il Veneto si conferma prima regione per produzione di uve e vino. Lo certifica il report pubblicato dall’Osservatorio economico agroalimentare di Veneto Agricoltura, che esaminato le performance del comparto vitivinicolo regionale nella scorsa annata, ufficializzando, dopo mesi di stime e proiezioni, la portata della scorsa vendemmia e i dati produttivi. Sono 14,2 milioni i quintali di uva raccolta in Veneto nel 2025. Una cifra che equivale al 21,7% del totale nazionale e colloca la regione sulla vetta dell’Italia vitivinicola: inseguono Puglia (11,4 milioni) ed Emilia-Romagna (7,3 milioni), mentre Abruzzo, Sicilia, Toscana e Friuli Venezia Giulia, sono tutte sotto quota cinque milioni. Tra i motivi di questo successo quantitativo, c’è anche la tendenza espansiva che caratterizza le viti venete nell’ultimo decennio: nel 2025, la superficie vitata regionale ha superato i 104.000 ettari (+0,9% sul 2024, +20% sul 2016) e la sua resa media si è attestata sui 145,2 quintali per ettaro, con valori leggermente inferiori per le produzioni a denominazione rispetto a quelli delle Igt. Sotto il profilo qualitativo, si evidenzia la marcata incidenza delle Doc e Docg: il 68% dell’uva è destinato alle prime e il 10,3% alle seconde, mentre le Igt rappresentano il 17%. A prevalere, le uve a bacca bianca, che raggiungono l’81% della produzione. Le “ottime prestazioni del comparto non si limitano solo alla raccolta dell’uva, perché trovano ampie conferme anche sul versante della produzione di vino”, informa Veneto agricoltura. Il Veneto, da questo punto di vista, consolida il proprio primato nazionale, con circa 11 milioni di ettolitri prodotti (23,1% del totale italiano): quasi quattro milioni in più della Puglia, seconda in graduatoria, e cinque dell’Emilia-Romagna, che chiude il podio.

La “leadership indiscussa” del Veneto è costruita, evidenzia Veneto agricoltura, “sulla specializzazione nelle produzioni a denominazione: con circa 7,7 milioni di ettolitri, in gran parte riferibili a vini bianchi, è questo il segmento produttivo trainante, visto che le Igt si sono fermate a 2,7 milioni e i vini comuni continuano ad incidere in maniera marginale”. A dominare è il Prosecco, che lo scorso anno ha imbottigliato oltre cinque milioni di ettolitri di vino, ma al suo fianco emergono comunque altre produzioni di rilievo (Delle Venezie, Soave, Valpolicella Ripasso, Garda e Bardolino) le quali, seppur con quantitativi più contenuti, contribuiscono alla diversificazione e al rafforzamento dell’offerta vitivinicola regionale. “L’annata vitivinicola 2025- commenta il direttore di Veneto Agricoltura, Federico Caner- può essere valutata in maniera positiva: i dati produttivi, su cui le produzioni delle aree collinari hanno avuto grande impulso, lo testimoniano chiaramente, evidenziando un soddisfacente equilibrio tra quantità prodotte e qualità delle uve. Le sfide legate alla crescente variabilità climatica e alla gestione delle risorse idriche rimangono però aperte. Per questo, anche se il comparto vitivinicolo veneto ha mostrato ancora una volta solidità strutturale e capacità di adattamento, consolidando ulteriormente la propria posizione di leadership nel panorama nazionale, il lavoro di Veneto Agricoltura, relativo alle attività di sperimentazione vitivinicola ed enologica, non si esaurisce certo qui”.

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