Passerelle sospese, rivoli d’acqua e cascate turchesi: il Parco delle Grotte del Caglieron si presenta come un luogo fuori dal tempo. Un labirinto spettacolare inciso nella roccia, dove il silenzio delle cavità si alterna al suono costante di un torrente impetuoso. Un ambiente quasi fiabesco, scolpito dall’acqua e dall’uomo, che oggi rappresenta uno dei siti naturalistici più affascinanti della provincia di Treviso.
Ci troviamo a Breda di Fregona, a pochi chilometri da Vittorio Veneto, nel cuore del massiccio carsico del Cansiglio. Qui il torrente Caglieron, nel corso di millenni, ha scavato una profonda gola dando origine alle caratteristiche cavità dette “cagliere” o “paioli”. A rendere unico questo scenario, però, non è soltanto la forza della natura: a partire dal Cinquecento, e forse anche prima, le mani degli scalpellini hanno estratto in queste gole la “piera dolza”, una tenera arenaria facile da lavorare, largamente utilizzata nell’edilizia locale fino alla metà del Novecento. Colpo dopo colpo, l’attività estrattiva ha creato suggestive cave artificiali che si intrecciano alle grotte naturali, dando vita a un insieme di straordinario fascino.
Oggi le Grotte del Caglieron sono un vero e proprio elemento identitario per la comunità locale e un importante attrattore turistico: nel solo 2024 hanno accolto quasi 85.000 visitatori. Un successo consolidato anche dal riconoscimento ottenuto nel 2016, quando il sito si è classificato terzo a livello nazionale nel censimento dei Luoghi del Cuore del FAI – Fondo Ambiente Italiano, con quasi 37.000 voti in un comune di meno di 3.000 abitanti.
Un legame forte con il territorio che si è manifestato chiaramente anche nei momenti più difficili. Alla fine del 2020 una devastante alluvione danneggiò gravemente le infrastrutture del parco, ma grazie alla collaborazione tra il Comune di Fregona, proprietario del sito, la Pro Loco che lo gestisce e la rete di associazioni e volontari locali, il percorso venne ripristinato in pochi mesi. Un impegno che ha permesso, due anni fa, di arricchire l’offerta con un nuovo sentiero panoramico nella parte alta del parco e con la visita a ulteriori cavità, tra cui la Grotta dedicata al FAI.
Il percorso ad anello si sviluppa per circa un chilometro e inizia con una passerella pedonale sospesa sopra il torrente, preludio ai camminamenti spettacolari che si snodano all’interno della forra. Pannelli informativi accompagnano il visitatore alla scoperta delle diverse grotte: dalla monumentale Grotta dei Breda, con le sue colonne inclinate che sorreggono il soffitto di arenaria, alla Grotta di San Lucio, utilizzata per l’affinamento di un formaggio che porta il nome del sito.
Lungo il cammino si incontrano belvedere mozzafiato, come quello a forma di prua di nave affacciato sul canalone naturale, e passerelle che si innalzano sopra le zone di raccolta dell’acqua, tra stalattiti e stalagmiti dalle forme e dai colori più vari. Superata la forra, si raggiungono un antico mulino del XVI secolo, oggi ristorante, e lo storico Mulinetto, sede di mostre fotografiche ed eventi culturali, con vista su una suggestiva cascata. Il percorso prosegue verso la Grotta di Santa Barbara, un tempo utilizzata come fungaia, e la Grotta della Madonna, con la possibilità di una deviazione verso il Borgo dello Scalpellino, testimonianza della vita rurale e del lavoro degli uomini che hanno plasmato questo luogo.
Per chi non può affrontare la visita in presenza, il Centro visite del parco mette a disposizione visori di realtà immersiva di ultima generazione, mentre un tour virtuale interattivo in sette lingue consente di esplorare le Grotte del Caglieron anche da remoto. Tutte le informazioni sono disponibili sul sito della Pro Loco di Fregona, che continua a raccontare e valorizzare uno dei gioielli naturalistici e storici del Veneto.