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Il Sentiero delle Meatte racconta la guerra scolpita nella roccia

Il Sentiero delle Meatte, noto oggi come sentiero CAI 152, è uno dei percorsi storici più rilevanti dell’intero Massiccio del Monte Grappa, nel settore meridionale della provincia di Belluno, al confine con l’area pedemontana trevigiana e vicentina. Si sviluppa lungo la ripida parete sud della dorsale delle Meatte, una cresta calcarea collocata tra il Col dell’Orso e la zona della Forcelletto, affacciata sulla Val Brenta e sulla pianura veneta.

La sua origine risale alla Prima Guerra Mondiale, quando il Monte Grappa divenne il fulcro del sistema difensivo italiano dopo la disfatta di Caporetto. Nel 1917-1918 il Genio Militare avviò un vasto programma di consolidamento della montagna, trasformandola in una cittadella fortificata fatta di trincee, gallerie, postazioni in caverna e mulattiere di accesso. In questo contesto nacque la mulattiera delle Meatte: un’opera straordinaria per difficoltà ingegneristiche, ricavata in buona parte scolpendo la roccia viva di un versante estremamente scosceso.

Le fonti più attendibili su questa fase costruttiva provengono da archivi militari, mappe logistiche e relazioni tecniche prodotte dagli ufficiali addetti alle opere difensive del Grappa. Questi documenti confermano che il tracciato fu progettato come via di arroccamento sicura e relativamente protetta per collegare le postazioni avanzate, garantire il movimento delle truppe e consentire il trasporto di munizioni e materiali. La presenza di gallerie, ballatoi sospesi e carreggiate scavate in profondità nel calcare corrisponde pienamente alla tipologia delle opere militari realizzate in quel periodo sul massiccio.

Accanto alle fonti d’archivio, anche le monografie storiche dedicate al Monte Grappa, pubblicate da studiosi e istituzioni locali, offrono un quadro coerente dei lavori e della funzione strategica della mulattiera. Le guide del CAI, che rappresentano un punto di riferimento per gli aspetti escursionistici, integrano spesso questi dati storici con un’analisi precisa della morfologia del percorso, confermando l’autenticità delle opere visibili ancora oggi. Più variabili, per rigore e accuratezza, risultano invece le descrizioni presenti su blog e siti turistici: utili per comprendere l’esperienza di cammino, ma meno solide quando affrontano la storia militare del luogo.

Il sentiero attraversa un ambiente particolarmente spettacolare: le pareti verticali delle Meatte si aprono su scorci che spaziano dalla Vallata del Brenta fino alla pianura veneta, con vista che nelle giornate limpide si allunga fino alla laguna di Venezia. È proprio questa combinazione di natura e memoria che rende il percorso unico. Ogni galleria e ogni tratto sospeso ricordano il lavoro estremo dei soldati che, sotto il fuoco nemico e in condizioni proibitive, costruirono un’opera che ha resistito al tempo.

Oggi, percorrere il Sentiero delle Meatte significa non solo vivere un itinerario ricco di fascino, ma anche confrontarsi con un frammento importante della storia del Grappa, ricostruibile grazie a fonti documentali solide e verificabili. Un cammino che unisce geografia, ingegneria militare e memoria collettiva, restituendo al visitatore un’immagine viva del fronte montano della Grande Guerra.

di redazione AltovicentiNonline (foto del Fotografo di guerra Roberto Cavasin)

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