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La bici come risposta al bisogno di benessere

Il 59° Rapporto Censis descrive un Paese alla ricerca di benessere, di “pause rigenerative” e di esperienze slow. In questo scenario la bicicletta si afferma come mezzo ideale, capace di unire mobilità dolce, attività fisica e scoperta del territorio. I numeri lo dimostrano: nel 2024 in Italia si sono registrate 89 milioni di presenze cicloturistiche, con un impatto economico stimato di 9,8 miliardi di euro. Il numero di cicloturisti è cresciuto del 54% rispetto al 2023, rendendo il cicloturismo uno dei comparti più dinamici del turismo nazionale (dati Isnart–Unioncamere).

Nuovi flussi, nuove opportunità

La crescita del cicloturismo intercetta anche le trasformazioni – e talvolta le crisi – di altri settori. Nell’estate 2025,un esempio arriva dal Veneto, dove nella provincia di Padova le strutture termali stanno integrando la propria offerta con l’Anello dei Colli Euganei, creando un sistema turistico che unisce salute, prevenzione e mobilità ciclabile. La bici diventa così un elemento strategico per modelli di business che coinvolgono ospitalità, ristorazione, benessere ed eventi culturali.

Un settore strategico per il turismo italiano

Oggi il cicloturismo rappresenta oltre il 10% delle presenze turistiche in Italia. Secondo l’Osservatorio sull’Economia del Turismo delle Camere di Commercio, nel 2024 la vacanza attiva ha motivato più di un turista su quattro, e il cicloturismo si colloca tra le attività outdoor più praticate, dopo montagna e trekking. Il messaggio che arriva  è chiaro: il valore economico della bicicletta non sta più solo nella sua produzione, ma nella capacità di generare esperienze, servizi e indotto locale.

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