È uno dei percorsi più suggestivi e significativi delle Alpi, un’opera in cui la natura, la storia e l’ingegno umano si fondono in modo straordinario. La testata La Voce del Trentino ha definito la Strada delle 52 gallerie del Pasubio “un autentico capolavoro di ingegneria e memoria”, riconoscendo in questa via militare uno dei simboli più potenti del sacrificio e del coraggio durante la Prima guerra mondiale.
Tracciata nel 1917 sul versante meridionale del massiccio del Pasubio, tra Veneto e Trentino-Alto Adige, la strada, lunga oltre 6,5 chilometri con un dislivello di 750 metri , collega Bocchetta Campiglia (1.216 m) alle Porte del Pasubio (1.934 m). Realizzata in appena dieci mesi dalla 33ª Compagnia Minatori del Genio Militare, sotto la direzione del capitano Leopoldo Motti, aveva una funzione strategica fondamentale: consentire il rifornimento sicuro delle truppe italiane evitando il fuoco dell’artiglieria nemica.
Il tracciato, oggi percorso da migliaia di escursionisti ogni anno, deve il suo nome alle 52 gallerie scavate nella roccia, che totalizzano oltre 2,3 chilometri di cunicoli. Alcune di esse sono veri prodigi di tecnica: la galleria n. 19, lunga 320 metri e scavata a spirale dentro una torre di pietra, e la successiva n. 20, che si avvita su sé stessa come un cavatappi per superare il dislivello. L’opera colpisce ancora oggi per l’audacia progettuale e la capacità di adattarsi a un territorio estremo.
Secondo La Voce del Trentino, la Strada delle 52 gallerie rappresenta “uno dei massimi esempi di ingegneria militare del fronte alpino” e al tempo stesso “un monumento alla memoria collettiva del Paese”. Parole che ne sottolineano il doppio valore: quello storico, come testimonianza di una guerra combattuta in condizioni estreme, e quello umanistico, come simbolo di cooperazione, fatica e resilienza.
Oggi il percorso è inserito nella rete escursionistica del CAI e nel Sentiero della Pace, parte degli itinerari europei di memoria come l’E5. È visitabile nella stagione estiva e offre una delle esperienze più emozionanti e commemorative delle Alpi italiane.
Il Pasubio, teatro di violenti combattimenti tra il 1916 e il 1918, è oggi un vero museo a cielo aperto: un luogo dove la montagna continua a raccontare, pietra dopo pietra, la storia e il sacrificio di chi vi costruì, vi combatté e vi perse la vita.
Il Monte Pasubio resta uno dei luoghi più toccanti della memoria italiana: un santuario civile dove ingegneria, natura e storia si fondono in una lezione eterna di ingegno e pace.
La Strada delle 52 gallerie: capolavoro di ingegneria e memoria sul Pasubio