“Tra il 2012 e il 2026 si sono registrati in totale in Italia 8 morti e 4.086 feriti gravi a causa di petardi, fuochi d’artificio e proiettili vaganti utilizzati nella notte di Capodanno“. Lo afferma la Società Italiana di Medicina Ambientale (SIMA), che come ogni anno aggiorna l’elenco delle vittime dei botti di fine anno e ricorda le conseguenze sul fronte dell’ ambiente.
“Botti, petardi ed esplodenti, oltre alle polveri sottili, rilasciano in atmosfera parecchie diossine, ovvero sostanze potenzialmente cancerogene– ricorda il presidente SIMA, Alessandro Miani- Prendendo in esame una singola città di medie dimensioni, i fuochi d’artificio esplosi nella sola notte di Capodanno possono arrivare a produrre emissioni nocive pari a quelle delle attività annuali di 120 inceneritori di rifiuti. Le sostanze liberate in atmosfera possono inoltre ricadere al suolo sotto forma di pioggia acida, inquinando terreni, raccolti, laghi, fiumi e persino falde acquifere”.
Non bisogna poi dimenticare, prosegue SIMA, “l’ingente quantità di rifiuti prodotta, che è sotto i nostri occhi ogni primo dell’anno. In base alle stime conservative di Sima da 3 a 6 tonnellate di botti e fuochi esplosi la notte di Capodanno rimangano nelle strade e nelle piazze delle nostre città. Si tratta peraltro di rifiuti difficili da differenziare perché composti per il 70% da cartone, plastica, legno o argilla ed il restante 30% da polvere pirotecnica (in massima parte nitrato di potassio, zolfo e carbone, con aggiunta di metalli pesanti, magnesio e rame)”.
Ma non sono solo gli esseri umani a subire le conseguenze dei botti: “si stima che nell’ultima notte dell’anno siano circa 5mila gli animali, tra domestici e selvatici, che perdono la vita per cause dirette e indirette riconducibili a petardi ed esplodenti”, conclude SIMA.