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Collegato Pos alle casse, spuntano 9 miliardi di sommerso in sei mesi

Nove miliardi in soli sei mesi. L’emersione dell’imponibile nascosto grazie ad un semplice adempimento tecnico: l’obbligo di collegamento tra registratori telematici che emettono gli scontrini e i terminali Pos. Entrato in vigore all’inizio dell’anno e pienamente operativo da marzo, sta producendo risultati che superano le aspettative più ottimistiche, scrive il Sole 24 Ore.

I dati parlano chiaro. Rispetto al precedente rilevamento di Governo e amministrazione finanziaria, fermo a 5,3 miliardi di euro, il nuovo aggiornamento registra l’emersione di ulteriori 3,8 miliardi provenienti dalle operazioni trasmesse al Fisco tramite corrispettivi telematici. Il totale sale così a circa 9,1 miliardi di euro di maggiore imponibile nel primo semestre, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

L’impatto di questi numeri si articola su due livelli distinti. Il primo riguarda il gettito Iva immediato: applicando un’aliquota media del 18%, che tiene conto del fatto che non tutte le vendite scontrinate sono soggette all’aliquota ordinaria del 22%, il solo meccanismo di abbinamento ha permesso di far emergere quasi 1,6 miliardi di euro aggiuntivi da versare all’Erario.

L’ultimo bollettino delle entrate tributarie evidenzia – continua l’analisi del Sole – che nei primi cinque mesi dell’anno l’Iva sugli scambi interni è cresciuta di 1,9 miliardi di euro, pari a un +3,1% rispetto allo stesso periodo del 2025. Su questo risultato incide certamente anche la dinamica generale dei prezzi, con un’inflazione che a maggio segnava un +3,2% su base annua. Tuttavia, l’ipotesi di un “effetto Pos-scontrini” trova conferma nell’analisi settoriale dello stesso bollettino: la crescita dell’Iva sugli scambi interni risulta diffusa, con incrementi particolarmente rilevanti nel commercio (+6,5%) e nei servizi privati (+3,6%).

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