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Crans-Montana. Sofia e Francesca: “lottiamo per tornare alla normalità”

Bellissime e coraggiose. Sorridenti e con i segni di una battaglia che ha cambiato le loro vite, e che non celano,  Sofia Donadio e Francesca Nota sono due ragazze sopravvissute all’incendio di Crans-Montana, la tragedia della notte di Capodanno. Migliori amiche e compagne di scuola al liceo Virgilio di Milano, sono tornate insieme davanti alle telecamere di Verissimo, ospiti di Silvia Toffanin, per ripercorrere i mesi trascorsi tra dolore, paura e speranza.

Una testimonianza intensa, nella quale le due giovani hanno raccontato le difficoltà affrontate durante il ricovero e la riabilitazione, senza nascondere la sofferenza, ma mostrando anche la determinazione con cui stanno cercando di riprendere in mano la propria quotidianità. E insieme, mano nella mano, sono tornate a scuola, nel loro liceo, per riprendere i fili di un presente che le possa proiettare in un futuro che queste due giovani donne stanno, passettino dopo passettino, cercando di costruire.

>Francesca, 224 giorni in ospedale e una lunga riabilitazione
Il percorso di Francesca è stato particolarmente difficile. La ragazza ha riportato ustioni sul 70% del corpo ed è rimasta ricoverata per 224 giorni all’ospedale Niguarda di Milano. Durante la degenza ha affrontato il coma, numerosi interventi chirurgici e medicazioni dolorose, necessarie per curare le ferite provocate dalle fiamme. Talmente dolorose, che per procedere serviva la sedazione.  Un cammino lungo e complesso, fatto di piccoli progressi e obiettivi da raggiungere giorno dopo giorno. Soltanto a luglio Francesca ha ricominciato a camminare: un traguardo importante, arrivato dopo mesi di cure e sofferenza, che non ha però segnato la fine della riabilitazione. Ancora oggi la giovane si sottopone a sedute di fisioterapia quattro volte alla settimana, continuando a lavorare per recuperare le proprie capacità e riconquistare, passo dopo passo, una maggiore autonomia.

Sofia e il risveglio dal coma: “volevo sapere come stava Francesca”
Anche Sofia ha dovuto affrontare un lungo percorso di recupero. Nel corso dell’intervista ha ricordato il risveglio dal coma e soprattutto l’angoscia di non sapere quali fossero le condizioni della sua migliore amica. Le due ragazze erano ricoverate in stanze separate da una vetrata. Una distanza minima che in quei giorni sembrava però enorme, con Sofia che cercava di cogliere ogni segnale, ogni possibilità di avere notizie di Francesca. “Ogni volta che intravedevo i genitori passare cercavo di salutarli, vedevo soltanto il suo nasino”, ha raccontato. Dopo una tragedia vissuta insieme, l’impossibilità di sapere come stesse l’altra aveva aggiunto ulteriore sofferenza a un’esperienza già drammatica. La loro amicizia, tuttavia, è rimasta un legame fondamentale anche durante i giorni più difficili.

La fuga dalle fiamme e la paura di perdersi
Nel racconto della notte di Capodanno emergono ancora le immagini della fuga dall’incendio e dei momenti concitati che hanno preceduto i soccorsi. Francesca aveva cercato di mettersi in salvo, ustionandosi una mano sul corrimano prima di perdere conoscenza sui gradini. Sofia, invece, era svenuta a causa del fumo e, nei momenti successivi, continuava a chiedere dove fosse la sua amica. Due esperienze diverse, unite dalla stessa paura e dalla consapevolezza di quanto accaduto. Il ricovero, le cure e la riabilitazione hanno poi segnato l’inizio di una nuova prova, affrontata lontano dai riflettori e scandita da interventi, medicazioni e progressi spesso faticosi.

Insieme verso il futuro
Oggi Sofia e Francesca sono di nuovo insieme: si abbracciano, sorridono e cercano di costruire una nuova normalità, consapevoli che il percorso non è ancora concluso. Le cicatrici sulla pelle raccontano ciò che hanno vissuto, ma non esauriscono la loro storia. Accanto ai segni lasciati dall’incendio ci sono l’affetto delle famiglie, la forza della loro amicizia e i progetti di due ragazze che hanno ancora tanti sogni davanti a sé. “Abbiamo lottato per tornare alla normalità”: una frase che riassume mesi di sofferenza, cure e sacrifici, ma anche la volontà di ripartire. Per Sofia e Francesca la strada è ancora lunga, ma poterla percorrere insieme rappresenta già una conquista importante.

di Redazione AltovicentinOnline

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