L’estate è alle porte e le scuole chiudono. In molte case si preparano le valigie per le vacanze: un periodo di gioia e svago. Ma non per tutti, come denuncia l’associazione Codici: “un periodo che per i padri separati si trasforma troppo spesso in un campo minato”. E quindi, la serenità, specie dei figli, viene stracciata da telefonate senza risposta, oppure accordi saltati all’ultimo momento.
“Parliamo di accordi disattesi, tensioni estenuanti-dichiara Ivano Giacomelli, segretario nazionale di Codici- E nei casi più gravi, di un vuoto affettivo imposto da dinamiche che il sistema fatica ancora ad affrontare con la dovuta serietà. Le settimane estive amplificano le fragilità di un sistema ancora squilibrato”.
Luglio e agosto rappresentano infatti un banco di prova particolarmente delicato. La sospensione delle attività scolastiche e la necessità di organizzare vacanze e soggiorni rendono indispensabile una collaborazione tra i genitori che, troppo spesso, si trasforma in terreno di scontro. E quando il dialogo si interrompe, a pagare il prezzo più alto sono sempre i figli. Secondo quanto rileva l’associazione, non sono rari i casi di vacanze concordate e poi cancellate unilateralmente, cambiamenti improvvisi dei programmi, ostacoli nelle comunicazioni o difficoltà nel rispettare i tempi di permanenza stabiliti dai provvedimenti giudiziari. Situazioni che generano sofferenza e alimentano conflitti destinati a lasciare segni profondi.
“La legge italiana ha compiuto passi avanti sul tema della bigenitorialità, ma la distanza tra la norma scritta e la sua applicazione concreta rimane enorme-continua Giacomelli-I tribunali sono intasati, i tempi di risposta spesso biblici, e i padri che si vedono negare il diritto di stare con i propri figli si ritrovano soli davanti a una burocrazia lenta e poco attrezzata per gestire l’urgenza emotiva di queste situazioni. Il padre separato è ancora, troppo spesso, una figura di serie B nel racconto collettivo della famiglia post-separazione. È l’assente per eccellenza, il genitore di riserva, quello che ‘viene ogni due weekend’”.
Da qui la richiesta di un cambio di passo da parte delle istituzioni. L’associazione chiede procedure più rapide e risposte certe nelle controversie che riguardano l’affidamento e la gestione dei minori durante i periodi di vacanza, affinché il diritto dei bambini a mantenere un rapporto equilibrato con entrambi i genitori non resti soltanto sulla carta.
“L’associazione Codici è impegnata da anni nell’assistenza ai padri separati attraverso la campagna “Voglio papà”-conclude Giacomelli- È possibile segnalare il proprio caso e richiedere supporto telefonando al numero 065571996, inviando un messaggio WhatsApp al numero 3757793480 o scrivendo a segreteria.sportello@codici.org”.
di Redazione AltovicentinOnline