“Se Meloni vuole un’alleanza, alzi il telefono e chiami Vannacci”, dice Gianni Alemanno. “È premier e leader del partito più grande, sta a lei fare il primo passo”, rincara Laura Ravetto. Mi telefoni o no? “Finirà che noi diremo che non ci hanno voluto e loro rivendicheranno orgogliosamente di non averci voluto”. Guarda al futuro Lorenzo Gasperini, l’ideologo che ha scritto il programma di Futuro Nazionale, uomo vicinissimo a Roberto Vannacci. Mentre sul palco del Palazzo del popolo a Orvieto si parla di carceri, il 34enne professore di filosofia si rilassa su una poltroncina e giura che tra l’ex generale e la premier “non c’è stato alcun contatto diretto. Che io sappia”, aggiunge subito dopo. E allora, pronostica, Futuro Nazionale e FdI continueranno le loro strade parallele, destinate a non allearsi.
Sono più di vent’anni che Gianni Alemanno raduna la sua destra a Orvieto, questo è il primo da quando la sua ultima creatura, Indipendenza, è confluita in Futuro Nazionale. La manifestazione, “Il futuro dell’Italia. Il sovranismo sociale per una vera identità europea”, è iniziata venerdì con il concerto della band ‘La freccia nera’, oggi ci sono una serie di tavole rotonde. L’ex sindaco di Roma, uscito dal carcere tre mesi fa, è il padrone di casa. La meravigliosa sala del palazzo medioevale non è molto affollata, tutt’intorno i convenuti si stringono gli avambracci col saluto gladiatorio. Alemanno non può, allunga a tutti la mano sinistra, visto che la destra è fasciata in seguito a una recente caduta in moto. Nel secondo giorno della kermesse è lui il padrone di casa: i parlamentari di Fn lo omaggiano, Vannacci si farà vedere solo in serata. E parlerà oggi, domenica 20 settembre, dal palco, dopo un rappresentante di Afd e dopo Alemanno. Anpi e Articolo 21 hanno annunciato una contestazione.CLASSI SPECIALI, LOTTA AL WOKE E… UN DISCENDENTE DI MUSSOLINI
Tra i partecipanti spunta anche un Mussolini, Caio. Pronipote di lui, il duce. “Vannacci e Mussolini non si assomigliano per nulla- dice dall’alto dei suoi numerosi libri sul dittatore- e poi basta con questo fascismo. È roba di cent’anni fa e ormai interessa solo alla sinistra. E comunque avete fatto un giro per Orvieto? È stato fatto più in quei vent’anni che negli ottanta dopo…”. In giro per Orvieto, su suggerimento di Caio Mussolini, s’incontra una parata colorata e innocua, la “Disability pride“. Protestano per le classi separate che piacciono a Vannacci. “Le classi speciali sono esistite ed esistono già in altre nazioni europee”, osserva Francesco Borgonovo, vicedirettore della Verità, tra gli ospiti. In mattinata i relatori bastonano l’Unione europea, che si occupa di diritti degli animali e fa la guerra alla Russia: “Viva i pescatori che con coraggio hanno detto no all’Europa”. E poi c’è il woke, che qui brucia come fumo negli occhi. Laura Ravetto all’assemblea costituente di Fn si era presentata con lo stira e ammira, per rivendicare la libertà delle donne di inamidare tutte le camicie che vogliono. Oggi indossa una maglietta con la definizione di “donna” presa dal vocabolario: “Persona adulta di sesso femminile”. Avverte, parlando a una platea di mezza età, che le donne sono in pericolo: “Solo le donne possono avere figli e possono allattare, sfido chiunque a dirmi che una donna trans possa avere un figlio. Le femministe di sinistra hanno deciso di appoggiare l’Islam e la teoria gender, quindi quelle battaglie ce le dobbiamo intestare noi. Dobbiamo fermare il woke“. Applausi.
LA COLPA DI MELONI E DEL CENTRODESTRA ‘SMUNTO’
Jacopo Coghe, di Pro vita e famiglia, sogna di “andare oltre” il diritto all’aborto. Non basta abolirlo, va remigrato anch’esso. Alle crociate: “Ci sono giovani pronti a morire per difendere i nascituri”. Rossano Sasso, ex sottosegretario all’Istruzione, assicura che “la gente non ne più del woke. Basta con questa melma arcobaleno. L’ideologia gender è più forte di prima nonostante al governo ci sia Giorgia Meloni. È colpa anche di questo centrodestra smunto se il gender esiste“.
Nel pomeriggio si declina la remigrazione. Ospiti i giornalisti d’area. “I clandestini sono nemici che importiamo da culture non assimilabili- argomenta Francesca Totolo- non è razzismo è la realtà dei fatti”. Per Borgonovo “non c’è niente di nazista, la remigrazione è un gesto umanitario, significa riconoscere il diritto delle persone a vivere nella propria terra”. Andrea Ballarati è il responsabile italiano di Remigrazione and save Europe act. I muscoli tirano la camicia, lui alza la voce: “Possiamo affermare, con chiarezza e con limpidità mentale, il fatto che l’unica necessità attualmente esistente nel nostro Paese,nel nostro continente, all’interno di quella che è la nostra civiltà, è la remigrazione. Rappresenta nient’altro che una necessità impellente. Io non ritengo umanamente possibile, per quanto mi compete, abbandonare quella che è casa mia e lasciarla in pasto a persone che non l’hanno mai ritenuta tale. Evviva la remigrazione”.
“LA VERA DESTRA SIAMO NOI”
Daniele Dell’Orco, tra ieri e oggi, ha fatto la spola tra Fenix, la festa dei giovani di FdI, e Orvieto. Giornalista e reporter di guerra: “Non deve esistere alcun ghetto, si dialoga con tutti, nessun cordone sanitario”. Lo storico portavoce di Giorgio Almirante, Massimo Magliaro, quattro anni fa era sul carro di Giorgia Meloni. Oggi è al fianco del duo Alemanno-Vannacci, neri per scelta. “Siamo noi la vera destra”, scandisce tra le pareti rocciose della sala. Ad ascoltare le tavole rotonde ci sono per lo più uomini over 50, qualche donne, una discreta rappresentanza di giovani.
TRA SONDAGGI E ‘CELODURISMO’
Con Gasperini, in disparte, si ragiona di sondaggi. I numeri crescono, tanto che lui dice che non c’è bisogno di organizzare chissà quali iniziative: basta Vannacci, poi si vedrà. “Oggi un terzo di quelli che dicono che voterebbero per noi vengono dall’area del non voto. Ci vuole più tempo e più insistenza per convincerli, ma ce la stiamo facendo. Tra qualche mese- scommette- il loro numero crescerà moltissimo, saranno la metà dei nostri elettori”. Dalla sala arriva ancora la voce di Dell’Orco: “Noi siamo il saldo. Uniti sconfiggeremo il fluido”. Gasperini sorride: “Mi ricorda i tempi della Lega, quando si diceva che ce l’avevamo ‘duro’. Secondo me a Pontida si sarà ammosciato…“.
(photo credit: laura ravetto/Ig, gianni alemanno/Fb)