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Il trolley in stazione e 14 pallottole: ecco come l’Isis avrebbe potuto uccidere Papa Francesco

l 6 luglio di un anno fa nel bar della stazione di Trieste era stata trovata una pistola in un trolley abbandonato. Secondo le ricostruzioni esclusive del quotidiano “Il Piccolo”, la valigia era stata lasciata intenzionalmente, per essere poi ritrovata, e per consentire la messa in atto un attentato pianificato contro Papa Francesco. Infatti il giorno dopo, il Pontefice si è trovato nel capoluogo friulano per la Settimana sociale dei cattolici in Italia, ma la pistola era già stata trovata e il possibile attentato sventato.

L’ARRESTO IN OLANDA

Secondo quanto riportato dal quotidiano ora l’uomo, colui che materialmente avrebbe portato quella valigia nel bar della stazione, è in carcere: dal ritrovamento del trolley sono scattate le indagini che hanno coinvolto alche i servizi di intelligence, “dai quali emerge ora una frase, già agli atti, su un ‘possibile progetto di attentato contro il Sommo Pontefice”.

HASAN USUN, CHI È

L’arresto è avvenuto in Olanda da parte dell’Interpol, in un’operazione direttamente collegata alle indagini italiane: si tratterebbe di un cittadino turco, Hasan Uzun, 46 anni, ora detenuto nel carcere a Trieste in una cella d’isolamento. L’uomo non ha padronanza della lingua italiana, né dell’inglese, e si attende la nomina di un interprete turco prima che venga ascoltato dagli inquirenti e dal suo stesso legale. Secondo le ricostruzioni del quotidiano triestino, Uzun farebbe parte di una organizzazione turca legata a Isis Khorasan, a cui è riconducibile la pianificazione del possibile attentato.

LA PISTOLA CARICATA, PRONTA A SPARARE

Non è stato rilevato come sia avvenuta l’identificazione, se attraverso i filmati delle telecamere o grazie a altri indizi e informazioni d’intelligence. Nel trolley lasciato al bar è stata ritrovata la pistola, un’automatica, una Luger calibro 9, insieme al caricatore e a 14 cartucce già inserite. La notizia del ritrovamento dell’arma, come ricorda anche il Piccolo,  era stata data dal Tg1, poi ripresa dalla stampa in tutto il mondo. Ma da quel momento è calato il silenzio su tutta la vicenda, mentre sono proseguite le indagini avviate dalla Procura.

LA QUESTURA ‘FRENA’

A poche ore dalla diffusione della notizia, interviene la Questura di Trieste per precisare che non esistono prove sull’esistenza di un attentato al Pontefice. “All’esito delle investigazioni, condotte in collaborazione con gli omologhi uffici di polizia straniera e anche per il tramite di rogatorie internazionali, nessuna evidenza è emersa in ordine a progettualità ostili o omicidiarie nei confronti del Santo Padre- è infine la precisazione- Per contro, il responsabile sembrerebbe essere inserito in circuiti criminali non correlati al terrorismo di qualsivoglia matrice”.

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