Nel momento in cui il sistema Excelsior di Unioncamere e ministero del Lavoro stima 544.100 entrate programmate dalle imprese a maggio e oltre 1,7 milioni nel trimestre maggio-luglio, con una domanda sostenuta soprattutto dall’arrivo della stagione estiva e dal turismo, l’osservatorio di AppLavoro.it, piattaforma digitale italiana dedicata all’incontro tra aziende e candidati, restituisce una fotografia concreta di come si stanno muovendo candidature e vacancy online. Nel perimetro analizzato, riferito al periodo 1 gennaio-11 maggio 2026, il dato più interessante riguarda il profilo dei candidati: il 63,9% ha più di 35 anni, l’età media stimata è di 40,3 anni, il 64% possiede almeno un diploma e la componente femminile raggiunge il 45,5%. Le aree professionali più rappresentate tra i candidati sono artigiani-produzione-operai, commercio, ristorazione, logistica e amministrazione. Sul lato della domanda, i ruoli più richiesti negli annunci pubblicati su AppLavoro.it sono operaio generico, cameriere, elettricista, consulente commerciale, addetto/a alle pulizie, impiegato, barista, agente di commercio, chef/cuoco e magazziniere. A livello territoriale, Roma emerge come principale punto di incontro tra domanda e offerta, mentre Milano e Bologna risultano particolarmente dinamiche sul lato degli annunci e Torino mostra una maggiore visibilità sul fronte dei candidati. Sul fronte dei lavoratori iscritti, le maggiori concentrazioni si registrano soprattutto nei grandi centri urbani, confermando come la ricerca attiva di nuove opportunità passi sempre più anche dai canali digitali di recruiting. Il dato suggerisce inoltre che la domanda di ricollocazione non riguarda solo le fasce più giovani della popolazione, ma coinvolge in modo significativo lavoratori adulti, spesso già in possesso di esperienze professionali spendibili nei settori operativi e di servizio.
“Nei dati che osserviamo emerge un messaggio chiaro: il mercato del lavoro digitale non è fatto soltanto di giovani under 30. Su AppLavoro.it vediamo una platea adulta, spesso diplomata e orientata a una ricollocazione concreta, mentre le aziende continuano a cercare soprattutto ruoli operativi, tecnici e di servizio. Il vero nodo, oggi, non è solo creare domanda, ma migliorare il match tra profili disponibili e competenze richieste”, afferma Marco Contemi, founder di AppLavoro.it. I dati della piattaforma si inseriscono in un quadro nazionale in cui il mismatch resta centrale. Secondo il sistema Excelsior, la difficoltà di reperimento dei profili resta al 42,9%, pur in calo rispetto al 46,6% rilevato a maggio 2025. Secondo Confcommercio, nel 2026 nel terziario italiano potrebbero inoltre registrarsi fino a 275 mila posizioni scoperte, oltre 200 mila delle quali nei servizi e nel turismo. Sul fronte delle politiche attive, il 2026 si sta muovendo anche lungo la direttrice degli incentivi e della digitalizzazione del matching: il Ministero del Lavoro ha confermato, con il Milleproroghe, la proroga del Bonus Zes fino al 30 aprile 2026 e del Bonus Donne fino al 31 dicembre 2026. Inoltre, dal 1° aprile 2026, l’Inps ha avviato una fase sperimentale che consente di collegare le vacancy pubblicate sul Siisl agli incentivi contributivi per le assunzioni. In questo scenario, i dati proprietari delle piattaforme digitali possono offrire una lettura operativa e territoriale del mercato del lavoro, complementare a quella istituzionale, evidenziando non solo quali profili cercano le aziende, ma anche quali lavoratori sono realmente attivi nei canali digitali di recruiting.