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Manodopera introvabile e fuga dei talenti: la doppia sfida di chi prova a formare saldatori e muratori all’estero

Nel 2025, l’agenzia per il lavoro Generazione Vincente ha confermato un ruolo sempre più centrale nel rispondere alle esigenze del mercato occupazionale italiano, caratterizzato da carenze strutturali di manodopera e da un crescente disallineamento tra domanda e offerta.

Secondo quanto riportato da Il Sole 24 Ore, l’azienda ha inserito complessivamente circa 13.000 persone nel mondo del lavoro, di cui 3.500 di origine straniera, pari al 27% del totale. Si tratta in gran parte di profili tecnici — saldatori, carpentieri e falegnami — difficili da reperire sul territorio nazionale, a causa anche del calo demografico e della minore disponibilità di lavoratori qualificati.

L’internazionalizzazione rappresenta una leva strategica per l’agenzia, soprattutto dopo la creazione della controllata Generazione Senza Frontiere. Attraverso questa divisione, sono stati sviluppati programmi di formazione direttamente nei Paesi di origine dei lavoratori, combinando competenze tecniche e insegnamento della lingua italiana.

Tra i progetti più significativi figura quello avviato in Sri Lanka, che ha coinvolto circa 60 giovani formati prima della partenza e successivamente inseriti in Italia con un contratto e un alloggio garantito. Iniziative analoghe sono state estese a diversi Paesi, tra cui Bangladesh — primo per numero di lavoratori inseriti — oltre a Marocco, Pakistan e Romania.

Questi programmi vengono spesso realizzati in collaborazione con enti formativi come l’Istituto Don Bosco, con una distribuzione geografica degli inserimenti che vede il 56% dei lavoratori impiegati nel Nord Italia e il restante 44% nel Centro-Sud.

Inclusione come leva competitiva

L’approccio dell’azienda si basa sull’idea che l’inclusione non sia soltanto un valore sociale, ma un elemento chiave di competitività. In un mercato del lavoro sempre più interconnesso, la valorizzazione delle differenze culturali e professionali consente alle imprese di rispondere meglio alle proprie necessità produttive.

Questa visione si inserisce in un contesto nazionale segnato da difficoltà crescenti nel reperire personale qualificato, dove fattori demografici e cambiamenti strutturali stanno ridisegnando le dinamiche occupazionali.

La sfida dei giovani talenti

Accanto al reclutamento di manodopera tecnica, Generazione Vincente ha avviato una nuova divisione con sede a Milano, focalizzata sull’attrazione e valorizzazione di giovani talenti con profili più qualificati.

L’obiettivo è ridurre il divario tra le aspettative dei giovani e le opportunità offerte dal tessuto imprenditoriale italiano, in particolare dalle piccole e medie imprese, spesso poco conosciute ma alla ricerca di competenze elevate. Questa iniziativa mira anche a contrastare il fenomeno della “fuga dei cervelli”, favorendo una maggiore consapevolezza delle opportunità professionali presenti in Italia.

Un mercato in trasformazione

I risultati economici dell’azienda — con un fatturato di 193 milioni di euro e 200 dipendenti nel 2025 — confermano la crescita di un settore sempre più strategico. Le agenzie per il lavoro si trovano oggi al centro di una trasformazione profonda, chiamate a mediare tra esigenze produttive, mobilità internazionale e nuove aspettative delle giovani generazioni.

In questo scenario, l’esperienza di Generazione Vincente evidenzia come l’integrazione tra formazione, inclusione e innovazione nei processi di selezione possa rappresentare una risposta concreta alle criticità del mercato del lavoro italiano.

Fonte: elaborazione su articolo de Il Sole 24 Ore

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