a cura di La Presse
Gli inviati di Report hanno annunciato, in una nota, querela nei confronti del quotidiano Il Tempo. “La campagna di diffamazione contro i giornalisti e le giornaliste di Report oggi si arricchisce di un nuovo capitolo: i soldi. Stamattina il quotidiano Il Tempo ha pubblicato cifre false e surrettizie spacciandole per stipendi dei giornalisti e delle giornaliste del programma. Le somme indicate sono scorrette e artatamente aumentate e non indicano affatto la retribuzione individuale dei singoli inviati ma comprendono il totale delle spese sostenute per la realizzazione dei singoli servizi”, si legge nel comunicato.
Natale (CdA): “Grave fuga dati su Report”
“I dati sui compensi dei collaboratori di Report pubblicati oggi in prima pagina da ‘Il Tempo’ sono di straordinaria gravità. Non certo per gli importi: le cifre comprendono – come sempre per i freelance – i costi di trasferta, di ripresa e montaggio, e solo per ignoranza della materia o per malafede si può evitare di evidenziarlo. La gravità sta nel fatto che la Rai lasci uscire dati riservati che nemmeno a noi consiglieri di amministrazione viene consentito di conoscere”. Così in una nota Roberto Natale, Consigliere di amministrazione Rai.
Filini (FdI): “A Report stipendi faraonici, azienda faccia chiarezza”
“I dati emersi oggi dall’accurata inchiesta pubblicata da Il Tempo svelano una realtà sconcertante sui costi reali della trasmissione ‘Report’. Altro che produzione interna a ‘costi ridotti’: ci troviamo di fronte a un vero e proprio salasso per le casse del servizio pubblico e, di conseguenza, per le tasche dei cittadini italiani. I numeri, infatti, parlano chiaro: in tre anni i costi per i soli compensi di autori e giornalisti della trasmissione di Sigfrido Ranucci sono lievitati in modo vertiginoso, passando dai 2,2 milioni della stagione 2022-2023 agli oltre 2,9 milioni previsti per il 2024-2025″. Lo dichiara il deputato di Fratelli d’Italia Francesco Filini, capogruppo del partito in Commissione di Vigilanza Rai. “Una crescita esponenziale che si traduce in stipendi letteralmente faraonici per i collaboratori di punta, con picchi che superano i 300.000 euro all’anno per il giornalista Giorgio Mottola (oltre 27.500 euro a inchiesta) e i 228.000 euro per Giulia Innocenzi. In pratica, il giornalista Mottola guadagna più del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella e più del doppio del Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. È inaccettabile che chi si erge quotidianamente a paladino della morale e censore dei costumi altrui, peraltro confezionando inchieste a senso unico e quasi esclusivamente orientate a colpire il mondo del centrodestra e l’azione del governo Meloni, pesi in maniera così spropositata sul bilancio della Rai. Fratelli d’Italia chiederà ai vertici Rai di fare piena luce su questi compensi d’oro e sui criteri di spesa di una redazione che non può considerarsi una zona franca svincolata da ogni logica di razionalizzazione economica. Presenteremo un’interrogazione in Commissione di Vigilanza per chiedere conto di questa ‘Reportopoli’ e garantire la totale trasparenza”, conclude Filini.