Il problema dell’alfabetizzazione non comincia sui banchi di scuola. Le disuguaglianze nelle competenze linguistiche e cognitive possono aprirsi molto prima, già nei primi mesi di vita, quando l’esposizione alle parole, ai libri e alla lettura condivisa contribuisce allo sviluppo dei bambini. I numeri restituiscono la dimensione della sfida. Nel mondo sono 739 milioni i giovani e gli adulti privi delle competenze alfabetiche di base, cioè incapaci di leggere e scrivere adeguatamente e con difficoltà nelle competenze di calcolo. In Italia il quadro è particolarmente preoccupante: secondo l’OCSE, nel rapporto Education at a Glance 2025, il 37% degli adulti tra i 25 e i 64 anni si colloca al di sotto del livello minimo di competenza alfabetica, contro una media OCSE del 27%. Un ritardo che, dunque, affonda le sue radici anche nell’infanzia e che rende centrale intervenire il prima possibile.
A misurare quanto presto si manifestino le differenze è il Sistema di sorveglianza 0-2 anni dell’Istituto Superiore di Sanità, che nell’edizione 2025 raccoglie le risposte delle madri nei centri vaccinali. Tra i bambini di 2-5 mesi, il 53,3% non si è visto leggere alcun libro nella settimana precedente alla rilevazione. Il dato presenta forti differenze territoriali: si passa dal 33,7% del Friuli-Venezia Giulia al 68,2% della Sicilia, con valori mediamente più elevati nel Mezzogiorno. Con la crescita, l’esposizione alla lettura aumenta. Tra gli 11 e i 15 mesi, la quota di bambini che entra in contatto con i libri sale al 68,3%. Ma il miglioramento è ancora troppo lento.
Il confronto con la rilevazione precedente mostra infatti cambiamenti contenuti. Nella fascia 2-5 mesi, i bambini esposti alla lettura sono passati dal 41,7% del 2022 al 46,7% del 2025, mentre tra gli 11 e i 15 mesi la percentuale è rimasta sostanzialmente stabile: era il 67,4%.
Leggere insieme, dunque, non è soltanto un’attività piacevole da proporre ai bambini. È una delle esperienze attraverso cui si costruiscono precocemente familiarità con il linguaggio, capacità di ascolto e competenze che potranno rivelarsi decisive nel percorso successivo.
Il ruolo dei nidi e dei luoghi della cultura
A sostenere questo processo non sono soltanto le famiglie. Un ruolo importante può essere svolto dai servizi educativi per la prima infanzia e dai luoghi della cultura, che possono contribuire a rendere libri e occasioni di apprendimento accessibili a tutti.
Un’indagine dell’Evaluation Lab di Fondazione Social Venture Giordano Dell’Amore, realizzata per la Sfida di Mandato «Anita. L’infanzia prima» di Fondazione Cariplo, mostra infatti che il 92% delle famiglie considera essenziali i servizi educativi per la fascia 0-3 anni. Eppure, quattro famiglie su dieci non hanno mai fatto ricorso a un nido.
Le ragioni cambiano a seconda dei territori. Nelle province limitrofe a quelle di riferimento della Fondazione, l’ostacolo principale è l’assenza del servizio: lo indica il 32,3% delle famiglie che non hanno mai iscritto i figli al nido. In Lombardia, Novara e Verbano-Cusio-Ossola, invece, l’indisponibilità del servizio scende al 21,5%, mentre cresce il peso del costo, indicato dal 24,5% delle famiglie, contro il 20% delle province limitrofe.
Anche i luoghi della cultura mostrano ampi margini di miglioramento. Una rilevazione realizzata da Fondazione Santagata e Associazione Abbonamento Musei su 300 musei del territorio di riferimento di Fondazione Cariplo, 255 dei quali hanno risposto all’indagine, evidenzia che il 60% delle strutture presenta un livello di accessibilità scarso per la fascia 0-6 anni.
Nel 40% dei musei non ci sono spazi progettati per i bambini piccoli all’interno del percorso espositivo e il 48% non offre servizi dedicati. Il fasciatoio è presente nel 46% delle strutture, mentre un’area per i passeggini è disponibile nel 34%. Soltanto il 9% dei musei risulta pienamente attrezzato per accogliere i più piccoli.
Dai territori alla dimensione nazionale: #ioleggoperchéLAB-NIDI
È in questo scenario che si inserisce #ioleggoperchéLAB-NIDI, l’iniziativa dell’Associazione Italiana Editori che, grazie al sostegno di Fondazione Cariplo nell’ambito della Sfida di Mandato «Anita. L’infanzia prima», passa dalla fase sperimentale realizzata nel territorio di riferimento della Fondazione alla dimensione nazionale.
Da settembre 2026, per la prima volta, tutti gli asili nido italiani potranno iscriversi al progetto. L’iniziativa punta a integrare stabilmente gli asili nido nella piattaforma nazionale di #ioleggoperché, consentendo alle strutture di gemellarsi con le librerie del proprio territorio e di partecipare alla campagna nazionale di donazione dei libri.
L’appuntamento per le donazioni è fissato dal 7 al 15 novembre 2026: durante quei giorni chiunque potrà acquistare e donare un libro destinato alla biblioteca di un nido aderente.
L’obiettivo è concreto: fare in modo che i libri entrino stabilmente negli spazi educativi dedicati alla fascia 0-3 anni e diventino una presenza quotidiana nella vita dei bambini. I nidi italiani sono circa 15mila e la possibilità di coinvolgerli su scala nazionale può ampliare significativamente la disponibilità di libri e occasioni di lettura condivisa.
Alfabetizzazione significa investire nell’infanzia
L’iniziativa arriva alla vigilia della Giornata Internazionale dell’Alfabetizzazione dell’8 settembre, che quest’anno l’UNESCO dedica al tema «Literacy for people, the planet and prosperity». Il messaggio è particolarmente attuale: parlare di alfabetizzazione significa anche interrogarsi sulle condizioni che permettono a un bambino di sviluppare fin dai primi anni un rapporto solido con il linguaggio e con i libri. I dati dell’Istituto Superiore di Sanità mostrano che una parte consistente dei bambini entra in contatto con la lettura solo più avanti nel primo anno di vita. Le differenze territoriali sono marcate e i progressi nel tempo, pur presenti, appaiono ancora insufficienti.
Per questo intervenire nella fascia 0-3 anni significa provare ad agire prima che il divario diventi più difficile da colmare. Significa mettere famiglie, nidi, biblioteche, librerie e luoghi della cultura nelle condizioni di offrire ai bambini occasioni quotidiane di ascolto, relazione e scoperta.
La sfida dell’alfabetizzazione, in altre parole, può cominciare da un gesto semplice: aprire un libro e leggerlo insieme. Ma perché quel gesto diventi un’opportunità per tutti, servono servizi accessibili, luoghi accoglienti e una presenza capillare dei libri fin dai primi anni di vita.