L’inchiesta di Fanpage.it su Cristiani per Israele accende lo scontro politico in Veneto. Al centro della vicenda l’associazione con sede italiana ad Albignasego in provincia di Padova e i 16mila euro di contributi pubblici assegnati nel 2023 e nel 2024. A chiedere conto della vicenda sono il Partito democratico e Alleanza Verdi e Sinistra, che puntano il dito contro la gestione dei contributi pubblici erogati dalla Regione, dedicata alla conoscenza della Shoah e della cultura ebraica e al contrasto dell’antisemitismo.
L’inchiesta di Fanpage
L’inchiesta di Fanpage.it, firmata dal giornalista Michelangelo Mecchia, porta al centro del dibattito politico il caso di Cristiani per Israele Italia, associazione con sede ad Albignasego, nel Padovano, che avrebbe raccolto donazioni destinate anche a progetti negli insediamenti israeliani in Cisgiordania, territorio palestinese occupato. A sollevare interrogativi è soprattutto il fatto che l’organizzazione abbia ricevuto complessivamente 16mila euro di contributi dalla Regione Veneto nel 2023 e nel 2024, nell’ambito di iniziative finanziate dalla legge regionale 5/2020 per la conoscenza della Shoah, della cultura ebraica e il contrasto all’antisemitismo. Secondo quanto ricostruito da Fanpage.it, l’associazione avrebbe confermato ai giornalisti, che l’avevano contattata per verificare le modalità di donazione, la possibilità di destinare fondi a progetti nelle colonie indicando nella causale “Giudea e Samaria”. L’inchiesta ricostruisce inoltre i collegamenti con una rete internazionale di organizzazioni impegnate nella raccolta di fondi a sostegno delle comunità israeliane negli insediamenti. Un quadro che solleva interrogativi sulla destinazione delle donazioni e sull’opportunità dei finanziamenti pubblici ricevuti, pur senza dimostrare, di per sé, che i contributi regionali siano stati trasferiti alle colonie.
Il Pd: “l’assessora Mantovan riferisca urgentemente”
I consiglieri regionali dem Monica Sambo, Alessandro Del Bianco, Chiara Luisetto e Gianpaolo Trevisi chiedono la convocazione urgente in commissione Cultura dell’assessora Mantovan, affinché chiarisca quali controlli siano stati effettuati prima della concessione dei finanziamenti. La domanda politica è precisa: quali verifiche sono state svolte per accertare la coerenza tra le finalità dei contributi pubblici e le attività dell’associazione beneficiaria? Il nodo, infatti, non riguarda soltanto la legittimità formale dei finanziamenti, ma anche l’opportunità di destinare risorse pubbliche a un soggetto finito sotto i riflettori per le proprie attività di raccolta fondi.
Cunegato: “la giunta chiarisca immediatamente”
Sul caso interviene anche Carlo Cunegato, capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra in Consiglio regionale, che ha presentato un’interrogazione a risposta immediata. “La giunta Stefani deve chiarire immediatamente quanto emerso dall’inchiesta di Fanpage.it e garantire che i soldi dei veneti non finiscano mai più a chi sostiene la colonizzazione illegale dei territori palestinesi”, dichiara aggiungendo: “abbiamo verificato gli atti. I contributi sono stati assegnati con due decreti regionali, nel 2023 e nel 2024, nell’ambito del bando della legge regionale 5/2020. Quel bando finanzia iniziative per la conoscenza della Shoà e della cultura ebraica, oltre che per il contrasto all’antisemitismo. Sono finalità sacrosante, che nulla hanno a che vedere con il sostegno alle politiche di occupazione di un governo. Secondo Fanpage, durante una delle iniziative finanziate con i fondi regionali, una mostra, un relatore avrebbe negato l’esistenza stessa di un’identità nazionale palestinese. Non può essere questo il modo in cui la Regione onora la memoria della Shoà”.
Per ora, le accuse e gli interrogativi politici si fondano sulle ricostruzioni dell’inchiesta giornalistica e attendono i chiarimenti istituzionali. La questione centrale resta una: la Regione ha verificato adeguatamente non soltanto i requisiti formali, ma anche la destinazione e la coerenza delle attività dei beneficiari con le finalità dei finanziamenti pubblici? Una risposta è attesa anche dalla giunta veneta.