Poteva essere salvato questo bellissimo ragazzo vicentino che era poco più che un bambino e che per colpa di genitori ignoranti ha chiuso gli occhi alla vita per sempre quando aveva tutto il diritto di viverla. È una conclusione pesantissima quella dei periti Antonello Cirnelli e Franca Fagioli, chiamati a ricostruire la vicenda. Secondo la relazione, le possibilità di sopravvivenza di Francesco erano concrete, ma il percorso terapeutico indicato dai medici sarebbe stato abbandonato dai genitori, che si sarebbero affidati al cosiddetto metodo Hamer, una teoria pseudoscientifica che attribuisce l’origine dei tumori a conflitti psicologici e rifiuta le cure oncologiche convenzionali. Francesco era affetto da un osteosarcoma. Invece della chemioterapia e della chirurgia previste, sarebbe stato sottoposto a trattamenti alternativi. Il tumore, intanto, continuava ad avanzare.
La nuova perizia introduce anche un altro elemento inquietante: l’ipotesi che al ragazzo siano stati somministrati preparati a base di Artemisia, potenzialmente neurotossici. Si tratta di un’ipotesi che dovrà essere verificata nel processo e non di un fatto definitivamente accertato. I genitori sono imputati per omicidio volontario con dolo eventuale. La difesa ha contestato il nesso causale, sostenendo che non sarebbe possibile affermare con certezza che Francesco sarebbe sopravvissuto con le terapie tradizionali.
La Corte d’Assiste di Vicenza dovrà ora stabilire le responsabilità. Ma resta una domanda terribile: quanto è costata a Francesco la scelta di affidarsi alla pseudoscienza invece che alla medicina?
A 14 anni, davanti a una malattia aggressiva, il tempo può significare vita o morte. E trasformare la disperazione di una famiglia nella promessa di una falsa cura può avere conseguenze irreversibili. L’udienza di discussione è prevista per il 16 settembre.
di redazione AltovicentinOnline