La Regione Veneto farà ricorso alla Corte d’Assise d’Appello per ottenere il riconoscimento del danno d’immagine subito a seguito della vicenda Pfas. La decisione è stata assunta dalla giunta regionale, su proposta dell’assessore agli Affari legali Filippo Giacinti. È stato dato mandato all’avvocato Alberto Berardi, che già in primo grado aveva assistito la Regione. Tutto si lega alla sentenza depositata il 23 dicembre con cui la Corte d’Assise di Vicenza ha concluso il processo di primo grado nei confronti di ex amministratori ed ex dirigenti della Miteni e delle società che nel tempo ne hanno proseguito l’attività. Gli imputati sono stati riconosciuti colpevoli di gravi reati ambientali, tra cui l’avvelenamento delle acque e il disastro ambientale, per l’inquinamento da sostanze perfluoroalchiliche (Pfas) che ha interessato le falde acquifere, le acque superficiali e gli acquedotti del territorio vicentino e delle aree limitrofe. I giudici hanno condannato gli imputati a pene detentive e al risarcimento dei danni alle parti civili.
Alla Regione è stato riconosciuto un risarcimento per danni patrimoniali di sei milioni e 576.357,72 euro, ma non è stata accolta la richiesta di risarcimento del danno non patrimoniale all’immagine della Regione. La Corte ha motivato la decisione ritenendo che lo stato di emergenza dichiarato dal Governo abbia riguardato solo alcune Province e non tutto il territorio regionale. E’ “una valutazione che non condividiamo- sottolinea Giacinti- la vicenda Pfas ha avuto un impatto che va ben oltre i confini provinciali e ha inciso sull’immagine e sull’affidabilità dell’istituzione regionale. Per questo motivo la Regione ha deciso di ricorrere in appello, con l’obiettivo di ottenere un pieno riconoscimento dei danni subiti e tutelare gli interessi del territorio e della popolazione veneta”.