Nel 2026, ci troviamo ancora a confrontarci con intolleranza e discriminazione. Chiamiamolo pure con il suo nome: razzismo. Martine Diop Bullo, eletta Maria del Carnevale di Venezia, è stata vittima di insulti ferocissimi sui social, suscitando indignazione generale. Questa giovane di Mestre, con origini veneziane e senegalesi, è diventata bersaglio di commenti discriminatori a causa del suo aspetto.
Il presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani, ha espresso piena solidarietà a Martine, definendo i messaggi come inaccettabili e vergognosi. “Queste parole feriscono l’intera comunità veneta”, ha dichiarato. Venezia, storicamente un crogiolo di culture, non può accettare simili manifestazioni di odio.
Nonostante gli attacchi, Martine ha dimostrato grande dignità e resilienza, rappresentando i valori autentici di Venezia: apertura, inclusività e identità condivisa.
“I messaggi di cui è stata vittima sono inaccettabili, volgari e discriminatori — prosegue Stefani — e non rappresentano in alcun modo i valori del Veneto. Venezia, fin dai tempi della Serenissima, è stata un crogiolo di popoli, lingue e religioni: una città che costruisce ponti tra culture diverse non muri. È proprio questa apertura ad aver reso grande la sua storia e unica la sua identità”.
Il presidente si è inoltre congratulato con la giovane Maria “per la maturità e la dignità dimostrate nel non voler dare peso agli insulti ricevuti. Il suo atteggiamento è un esempio positivo per tanti ragazzi e testimonia come l’identità veneziana e veneta non abbia nulla a che vedere con il colore della pelle, ma con l’appartenenza a una comunità e con la condivisione dei suoi valori”.
“Martine rappresenta una tradizione storica e amatissima — conclude Stefani — e lo fa con orgoglio, grazia e consapevolezza. A lei va il sostegno sincero di tutto il Veneto”.
di Redazione AltovicentiNonline (foto Il Gazzettino)