Un’altra bravata trasformata in emergenza. Nel Vicentino, sulla linea ferroviaria Milano–Venezia, un gruppo di minorenni ha pensato bene di scattarsi selfie direttamente sui binari, costringendo alla sospensione del traffico per tre quarti d’ora. E’ accaduto tra Vicenza e Montebello Vicentino. Un comportamento sconsiderato che sfiora l’incredibile: solo la prontezza del macchinista di un treno merci, che ha rallentato appena li ha visti, ha evitato un’ennesima tragedia annunciata.
La polizia locale è intervenuta in pochi minuti, ha identificato i ragazzi e li ha affidati ai genitori, mentre si valutano responsabilità e provvedimenti. Ma il punto è un altro: quanto dovremo ancora assistere a episodi di questo genere prima che si prenda sul serio il problema? In Veneto, situazioni simili si ripetono ormai con inquietante frequenza. Nel Trevigiano, l’estate scorsa, altri giovanissimi avevano trasformato i binari in un set per video “adrenalinici”, arrivando perfino a lanciare sassi ai treni in corsa.
La corsa alla visibilità, alimentata da social irresponsabili e sfide sempre più estreme, sta trascinando questi ragazzi verso comportamenti che mettono a rischio non solo la loro vita, ma anche la sicurezza di chi lavora e viaggia. Fermare un’intera direttrice ferroviaria perché qualcuno vuole impressionare i coetanei online è un segnale grave, che non può essere liquidato come una ragazzata. Serve un’assunzione di responsabilità collettiva, e serve adesso.