Quella che doveva essere una normale corsa sui sentieri del Passo Fedaia si è trasformata in un’esperienza drammatica per Simone Vigolo, atleta vicentino specializzato nel trail e nell’ultra trail running. Il runner ha raccontato sui social i momenti di paura vissuti nei giorni scorsi, lungo i sentieri del Passo Fedaia, sulla Marmolada, dopo essere stato punto contemporaneamente da diverse vespe. “La mia solita corsa si è trasformata nell’esperienza più spaventosa della mia vita”, ha raccontato Vigolo, spiegando di essere stato improvvisamente attaccato da “3-4 vespe contemporaneamente”, probabilmente dopo essere passato vicino a un vespaio nel terreno.
La situazione è rapidamente precipitata. Nel giro di pochi minuti l’atleta ha avuto uno shock anafilattico. “Il cuore a mille, la pelle in fiamme e la gola che si chiudeva”, ha raccontato, descrivendo la sensazione vissuta in quei drammatici momenti. A rendere ancora più difficile la situazione è stato lo svenimento. “In quei momenti, soprattutto dopo lo svenimento, provi un terrore puro e capisci quanto tutto possa cambiare in un secondo”, ha scritto il runner.
Fondamentale è stato l’intervento dei soccorritori, arrivati per prestare assistenza all’atleta, con l’intervento della macchina dei soccorsi e anche dell’elicottero. Accanto a Vigolo, durante l’attesa dell’ambulanza, è rimasto il suo amico Mauro Rasom, che non lo ha lasciato solo. “Se oggi sono qui a raccontarlo è solo grazie alla prontezza dei soccorritori e al mio amico Mauro Rasom, che non mi ha mollato un secondo, restando al mio fianco tutto il tempo per assistermi e darmi forza mentre aspettavamo l’ambulanza”, ha raccontato Vigolo.
Parole di profonda gratitudine sono state rivolte anche ai medici che lo hanno assistito: “A lui e ai medici va la mia immensa e infinita gratitudine. Mi avete salvato la vita”.
Fortunatamente, dopo i momenti di grande paura, la vicenda si è conclusa per il meglio. Vigolo ha deciso di raccontare pubblicamente quanto accaduto anche per lanciare un messaggio a chi pratica sport e trascorre tempo all’aperto.
“Non sottovalutate mai i segnali del corpo”, ha scritto il runner, invitando tutti a prestare attenzione e a non dare per scontata la propria salute. Poi una riflessione che racchiude il senso dell’esperienza vissuta sul Passo Fedaia: “La vita è un soffio, godetevi ogni singolo respiro”.
di redazione AltovicentinOnline (foto facebook di Vigolo)