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Veneto. Emergenza caldo. “I lavoratori prima del profitto”

È ancora emergenza caldo, e la voce della Cgil si leva forte e chiara: la salute dei lavoratori deve venire prima del profitto. Mentre la Regione Veneto ha emanato un’ordinanza che sospende le attività più a rischio nelle ore più calde fino al 31 agosto , il quadro reale sul campo racconta di un’altra realtà. Le aziende, ancora troppe, ignorano o aggirano le norme, lasciando gli operai e le operai esposti a rischi gravissimi.

“Il provvedimento presenta ancora importanti limiti e, in molte aziende, non vengono seguite le indicazioni relative alla sospensione dei lavori a causa del caldo” sottolinea la sigla sindacale, aggiungendo: ” restano esclusi numerosi ambienti di lavoro, in particolare quelli chiusi non climatizzati e diversi settori all’aperto caratterizzati da elevato sforzo fisico, dove il rischio da stress termico rimane elevato. Alla luce delle alte temperature e dei gravi infortuni già verificatisi, compreso il recente incidente mortale avvenuto nel Padovano, la Cgil di Vicenza ritiene indispensabile estendere le tutele, rafforzare i controlli e prevedere sanzioni più severe nei confronti delle aziende che non rispettano le norme sulla salute e sicurezza”.

Misure concrete e diritti fondamentali
In un contesto di caldo estremo, le misure devono essere chiare e immediatamente efficaci: acqua fresca, sali minerali, pause frequenti, aree rinfrescate, riorganizzazione degli orari e, quando necessario, sospensione delle attività senza penalizzazioni salariali. La normativa vigente prevede già ai datori di lavoro l’obbligo di valutare il rischio microclimatico e adottare tutte le misure di prevenzione. Inoltre, si può ricorrere agli ammortizzatori sociali per eventi meteo estremi, anche in ambienti chiusi particolarmente caldi, “anche nei casi di temperature percepite superiori ai 35 gradi”.

Le parole di Puggioni: “Ordinanza troppo blanda”
Giancarlo Puggioni, segretario generale della Cgil di Vicenza, non usa mezzi termini: “L’ordinanza della Regione Veneto non basta. In questi giorni ci sono arrivate numerose segnalazioni di situazioni a rischio nelle aziende e nei cantieri in tutta la provincia, dove si lavora come prima, senza attenzione né rigore nella gestione del caldo. A nostro avviso, l’ordinanza regionale è troppo blanda, non tutela abbastanza la salute dei lavoratori.” E ancora: “Chiediamo che dalle 11 del mattino alle 17 tutte le attività all’aperto e in ambienti non climatizzati vengano sospese. Solo così si può garantire un minimo di sicurezza. Chi non rispetterà queste norme sarà ritenuto responsabile di eventuali incidenti o, nel peggiore dei casi, di morti sul lavoro”.

La Cgil annuncia infine che sosterrà iniziative di contrattazione nei luoghi di lavoro e, qualora non si raggiungano risultati concreti, non esclude il ricorso a vertenze e scioperi per garantire che la salute e la sicurezza dei lavoratori prevalgano su ogni altra logica produttiva.

di Redazione AltovicentinOnline

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