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Veneto. Strade e ponti da salvare, 50 milioni a mutuo

Tre province nel mirino degli investimenti, fino a 50 milioni di euro messi sul piatto dalla Regione Veneto attraverso un mutuo ventennale. La pioggia di denaro a debito è destinata alla rete viaria: 4 milioni per la viabilità del bellunese, 7 milioni per la SR 104 ‘Monselice-Mare’ nel padovano e 2 milioni per la Sr 450 ‘di Affi’ nel veronese. Il resto del finanziamento sarà distribuito tra ponti, opere d’arte, adeguamenti della viabilità, sicurezza di versanti e scarpate e mitigazione acustica.

L’operazione, proposta dall’assessore al bilancio Filippo Giacinti, prevede un finanziamento massimo di 50 milioni di euro, a tasso fisso e con rate costanti. I soldi potranno essere utilizzati, in una o più soluzioni, entro la fine del 2028. E c’è una clausola che lascia margine di manovra: se serviranno meno risorse, oppure se parte degli interventi potrà essere finanziata con fondi regionali, l’importo del mutuo potrà essere ridotto. La Regione sottolinea la sostenibilità finanziaria dell’operazione e annuncia una gara telematica per cercare sul mercato le condizioni più convenienti: in sostanza, gli istituti di credito saranno messi a confronto sullo spread applicato al tasso fisso. Se però le offerte non saranno più vantaggiose di quelle della Cassa Depositi e Prestiti, il mutuo potrà essere acceso proprio con quest’ultima.

Dove finiranno i milioni
Il piano mette sul tavolo cifre precise. La fetta più consistente, 18 milioni di euro, sarà destinata a ponti e opere d’arte. Altri 15 milioni serviranno per interventi di adeguamento funzionale e sicurezza nei tratti considerati più critici della viabilità regionale. Alla Sr 104 ‘Monselice-Mare’ andranno 7 milioni per interventi sul piano viabile, sulle barriere di sicurezza e sulla segnaletica: la strada interessa i territori di Monselice, Pozzonovo, Tribano, Conselve, Arre, Candiana e Correzzola. Altri 4 milioni sono destinati alla viabilità del Bellunese, 3 milioni alla messa in sicurezza di versanti e scarpate, 2 milioni alla Sr 450 ‘di Affi’ e 1 milione agli interventi di mitigazione acustica.

Il conto arriva a vent’anni
L’assessore Giacinti parla di un investimento sulla sicurezza e sulla qualità delle infrastrutture, assicurando che il finanziamento sarà utilizzato esclusivamente per opere infrastrutturali e calibrato sulle effettive necessità. Il punto, però, resta quello finanziario: 50 milioni sono il tetto massimo del debito che la Regione è pronta ad assumere e il rimborso potrà protrarsi per due decenni. Non significa necessariamente che verranno utilizzati tutti e 50 milioni, ma significa che la Regione si prepara a mettere in campo uno strumento finanziario che peserà sul bilancio futuro. La possibilità di ridurre l’importo rappresenta infatti una sorta di cintura di sicurezza: si prende in prestito quanto effettivamente necessario, senza essere obbligati a utilizzare l’intera somma.

di Redazione AltovicentinOnline

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