Oltre 200mila voti e giura che farà il semplice consigliere. Governatore uscente, Zaia in questi giorni si gode la sua fama, forte di anni di politica alla sua maniera: decisa, teatrale e con la sicurezza di chi sa che i veneti non lo mettono facilmente all’angolo. Il post satirico su Instagram di Andrea Gastaldon lancia in modo sornione una provocazione: “che voglia fare il sindaco di Venezia?” con Zaia vestito da Doge, pronto a navigare i canali della città come un vero Serenissimo.
Il cappello già ce l’ha, grazie alla colletta da 60 euro a cranio che i suoi ex consiglieri regionali hanno sborsato per regalarglielo. Ma davvero nei suoi progetti futuri c’è l’intento di accaparrarsi la poltrona di Venezia? I veneziani potrebbero storcere il naso: un ‘foresto’ non può fare il Doge. E Zaia sicuramente potrà far finta di nulla, ma nella tornata elettorale i veneziani hanno premiato Manildo e il centrosinistra col 48,2% dei voti, mentre la coalizione di Stefani si è fermata al 47,4%.

Cosa accadrà nel 2026 a Venezia, quando toccherà alle comunali? Le parti stanno già provando a scriverlo. Ce li immaginiamo forse con una penna d’oca e un pizzico di teatro. Nel frattempo, Zaia se ne va in giro con fare candido, quasi da oratorio, sfoggiando l’immancabile cartello con le 203.054 preferenze ottenute. Perché, si sa, il vero potere si misura in voti, ma anche in stile.
di Redazione AltovicentinOnline
ph copertina Degheius di Andrea Gastaldon