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Carburanti in forte aumento e tregua a rischio. Diesel a 2,185 €/l, inflazione fino all’1,9% e famiglie verso +70 euro al mese

Prosegue senza interruzioni la crescita dei prezzi dei carburanti in Italia, nel contesto della crisi geopolitica in Medio Oriente e delle tensioni sui mercati energetici internazionali. Una situazione su cui torna l’associazione Codici con una nuova riflessione sui dati e sulle previsioni future.

I nuovi dati diffusi da Quotidiano Energia, sulla base delle rilevazioni dell’Osservatorio Prezzi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, confermano un ulteriore e significativo aggravamento del quadro economico. Le rilevazioni aggiornate all’8 aprile indicano: benzina self 1,793 euro/litro (in aumento rispetto a 1,785 €/l del giorno precedente), diesel self 2,185 euro/litro (in crescita rispetto a 2,148 €/l). Ancora più elevati i prezzi in modalità servita: benzina 1,927 euro/litro, diesel 2,312 euro/litro.

Si tratta dei livelli più elevati registrati negli ultimi mesi, con il diesel che consolida un incremento estremamente rapido rispetto alle rilevazioni di inizio marzo. Nel primo monitoraggio del 6 marzo, i prezzi medi risultavano pari a benzina self 1,749 €/l, diesel self 1,875 €/l. Rispetto a tali valori, i dati attuali evidenziano: benzina +2,5%, diesel +16,5%.

A questo si aggiunge l’elevata incertezza legata alla tenuta della tregua nell’area, messa in discussione dalle recenti violazioni di Israele, elemento che contribuisce ad alimentare il rischio geopolitico incorporato nei prezzi del petrolio e che rende sempre meno probabile una riduzione dei carburanti nel breve periodo. In questo scenario, appare sempre più probabile che, una volta esauriti gli effetti temporanei delle riserve strategiche, i prezzi possano continuare a crescere.

Alla luce dei nuovi livelli dei carburanti e delle quotazioni internazionali dei raffinati tornate in aumento, le stime economiche devono essere riviste al rialzo. Se nelle precedenti analisi si prevedeva inflazione mensile a marzo tra 1,3% e 1,7%, oggi lo scenario aggiornato indica inflazione stimata tra 1,7% e 1,9% nel breve periodo e inflazione annua prospettica tra 2,4% e 2,8% nei prossimi mesi con uno scostamento rispetto alle previsioni precedenti di incremento inflazione mensile di +0,2 / +0,3 punti percentuali, con una variazione relativa di circa +15% .Tale dinamica è direttamente collegata al peso del comparto trasporti, circa 14-15% del paniere ISTAT, e al rapido trasferimento dei costi energetici sull’economia reale.

In questo contesto l’associazione Codici prevede un aumento dei beni alimentari: tra 1% e 2,2% entro fine aprile con uno scostamento crescente rispetto alle precedenti stime, +0,4 / +0,5 punti percentuali con una variazione relativa di circa +25%.

Le precedenti stime indicavano una spesa aggiuntiva delle famiglie di 35-55 euro al mese, ma alla luce dei nuovi dati, la previsione aggiornata diventa 50-70 euro al mese per famiglia. Su base annua ciò comporta 600-840 euro in più per famiglia, con possibili punte superiori in caso di ulteriore aggravamento della crisi.

In assenza di una stabilizzazione del quadro geopolitico, il rischio concreto è quello di assistere a ulteriori rincari nei prossimi mesi, con effetti sempre più rilevanti sui bilanci dei consumatori.

Comunicato stampa

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