Si allontana l’ipotesi di un taglio generalizzato delle accise sui carburanti. Il governo starebbe valutando invece interventi mirati a sostegno di famiglie con redditi bassi e autotrasportatori, per alleggerire il peso degli aumenti alla pompa. Tra le ipotesi in campo: una riduzione selettiva delle accise o un credito d’imposta destinato alle categorie più colpite.
Il ministro delle Imprese Adolfo Urso ha ricordato che il taglio deciso dal governo Draghi nel 2022, pur costando allo Stato circa 7-8 miliardi di euro, risultò “inefficace e troppo oneroso”, beneficiando soprattutto i redditi più alti, ossia chi consuma più carburante.
Scartata anche la possibilità di reintrodurre l’“accisa mobile”, che avrebbe un impatto limitato sul prezzo finale, l’esecutivo punta ora su meccanismi di compensazione mirati, per contenere il costo dei trasporti e il rischio di nuovi rincari sui beni di consumo.
Intanto, il gasolio self è salito a 2,065 euro al litro e la benzina a 1,840. Sul fronte internazionale, cresce la tensione nello Stretto di Hormuz: il presidente statunitense Donald Trump ha annunciato che la Marina americana “scorterà presto le petroliere” per garantire il flusso di greggio, oggi ostacolato dall’Iran.