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Il Governo: “È ora che la Ducati torni italiana, pronti a usare Golden Power”

Io credo che sia giunto il momento che Ducati torni pienamente nelle mani italiane“. Lo ha detto il ministro delle Imprese, Adolfo Urso, che questa mattina, assieme al presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, il presidente dell’Emilia-Romagna, Michele de Pascale, ha incontrato l’amministratore delegato di Ducati in azienda a Bologna. Rispetto all’ipotesi di una cordata italiana “Stiamo lavorando. Ovviamente è doveroso anche confrontarsi con l’azienda”, premette il ministro, confermando che nei prossimi giorni incontrerà Volkswagen-Audi “per capire qual è l’intendimento di questa grande multinazionale tedesca, se davvero intendono vendere e con quali tempistiche e con quali modalità. Noi- assicura- siamo in campo, pronti ad ogni evenienza per trovare una soluzione che sia sostenibile nel tempo e che consenta a questa azienda, se fosse davvero ceduta, di tornare in mani italiane”. Alla proprietà tedesca, anticipa il ministro, “dico che noi utilizzeremo tutti gli strumenti per garantire che questo passaggio non indebolisca, ma semmai rafforzi, questo gioiello del made in Italy“. Dunque, “sono determinato. E abbiamo dimostrato di saper fare in questo campo e di garantire questi passaggi, quando necessario, quando utile anche utilizzando lo strumento della Golden Power”, conclude.

SINDACO BOLOGNA: “ISTITUZIONI UNITE PER AFFRONTARNE FUTURO”

“Oggi ci siamo detti che le istituzioni sono unite e lavoreranno insieme per affrontare il futuro di Ducati“. Lo afferma il sindaco di Bologna, Matteo Lepore, che stamattina ha incontrato i vertici dell’azienda insieme al ministro delle Imprese Adolfo Urso, al presidente della Regione Emilia-Romagna Michele de Pascale e al numero uno di Confindustria Emanuele Orsini.
“Intanto voglio ringraziare il ministro Urso, il presidente Orsini e il presidente de Pascale per la grande attenzione che stanno dando alla Ducati, una società bolognese, un’azienda importante e sana– sottolinea Lepore, a margine di una conferenza stampa in Comune- che abbiamo bisogno di salvaguardare. Quindi oggi ci siamo detti che le istituzioni sono unite e lavoreranno insieme per affrontare il futuro di Ducati”. In questo momento “la crisi è in Germania e abbiamo bisogno che questa non si porti dietro anche dei danni su Ducati– aggiunge il primo cittadino- perché Ducati è un’azienda sana e merita di avere un futuro e su questo lavoreremo assieme”.

DE PASCALE: “CHIARO MESSAGGIO A CASA MADRE, ITALIA ESIGE ASCOLTO”

Da Bologna, con la visita di questa mattina delle istituzioni allo stabilimento Ducati di Borgo Panigale, è partito un “messaggio molto chiaro alla casa-madre” Volkswagen-Audi, secondo il governatore dell’Emilia-Romagna, Michele de Pascale. “Le istituzioni italiane, peraltro in maniera corale, pretendono di essere ascoltate e di partecipare alle scelte strategiche di un brand che per l’Italia è strategico e che è uno dei simboli dell’ingegneria italiana a livello globale”, scandisce de Pascale. “E’ assolutamente giustificato il ruolo che il governo italiano deve e vuole, da quel che ho capito, esercitare”, prosegue a margine del convegno inaugurale di Cersaie a Bologna. “Noi siamo presenti. Il ministro (Adolfo Urso, ministro delle Imprese, ndr) non ha escluso nessuno strumento, né di governance, né regolatorio, né di coinvolgimento di attori istituzionali italiani. Quindi, massima attenzione per un’azienda che va benissimo e che è un fiore all’occhiello dell’industria italiana”, conclude.

ORSINI: “COME SISTEMA PAESE FAREMO TUTTO PER DARE UNA MANO”

Il sistema Paese è al fianco di Ducati. Questo il significato, spiega il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, della visita di questa mattina allo stabilimento di Borgo Panigale, assieme al ministro delle Imprese, Adolfo Urso, e al governatore dell’Emilia-Romagna, Michele de Pascale. “Abbiamo voluto dire che come sistema Paese ci siamo e faremo tutto ciò che serve per poter dare una mano a mantenere l’occupazione di 2.000 persone”, ha spiegato Orsini a margine del convegno inaugurale di Cersaie a Bologna. “Innanzitutto bisogna capire cosa farà il gruppo Volkswagen-Audi”, premette Orsini, che le prime notizie le attende dalla call tra il colosso tedesco e il ministero in programma venerdì. “Speriamo che si sappia qualcosa di più”, prosegue il numero uno di viale dell’Astronomia. “Ci hanno sempre insegnato che dobbiamo metterci avanti e, quindi, oggi è stato un incontro preparatorio, nel caso in cui ci voglia essere la vendita della società. Che va bene: fortunatamente non è una società in crisi, sta facendo bene, lo vediamo anche nei risultati sportivi”, rimarca Orsini. La vicenda, peraltro, ha molti risvolti, non ultime le possibili ricadute sull’indotto. “Questo è anche il risultato plastico di quello che sta succedendo in Europa. Volkswagen è in crisi? Aveva un piano di assunzioni di 100.000 persone, invece, ne ha lasciate a casa 70.000 due settimane fa”, osserva. “Oggi eravamo là a parlare per far sì che questo indotto rimanga, perché dietro le 2.000 persone che lavorano in Ducati c’è anche tutto un mondo importante che rischia”, avverte.

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