“Se l’Italia è autorevole, forte, ammirata nel mondo, il merito è soprattutto delle sue imprese e dei suoi lavoratori. Il merito è di chi sa trasformare l’incertezza in decisione, l’ambizione in traguardo, la crisi in opportunità. E di chi non accetta di accontentarsi, perché sa che in un mondo che corre sempre di più rischia di non esserci spazio”. Così Giorgia Meloni intervenendo all’assemblea generale di Assolombarda. Nel discorso della premier un riconoscimento al mondo produttivo italiano, un’analisi della congiuntura economica e una visione strategica su innovazione, governance dell’Intelligenza Artificiale ed energia.
MELONI: SPIACE QUANDO NOSTRI ORGANISMI SOTTOVALUTANO CRESCITA
“I dati per i primi sei mesi di quest’anno ci dicono che la crescita per il ’26 può arrivare all’1%, in linea con le principali economie europee e anche questa volta oltre le previsioni. Perché si sa, noi italiani veniamo spesso sottovalutati; solo che quando ci sottovaluta l’Unione Europea ci siamo abituati, quando invece veniamo sistematicamente sottovalutati dai nostri stessi organismi un po’ dispiace, ma tant’è”, ha sottolineato Meloni nel suo intervento.
IA. MELONI: URGENTE GOVERNANCE A LIVELLO GLOBALE
Ampio spazio è stato dedicato alla transizione digitale e all’impatto dell’Intelligenza Artificiale sul mondo del lavoro e dell’industria: “L’intelligenza artificiale ormai è entrata prepotentemente nella vita di tutti i giorni- ha detto Meloni- ed è destinata a rivoluzionare tutto, compresi ovviamente i processi dell’industria. Sull’intelligenza artificiale serve una governance e questo è un tema che va affrontato a livello globale. L’Italia è stata tra le prime nazioni a porre questa questione, lo ha fatto mettendo il tema dell’IA al centro della sua presidenza G7, chiamando a parlare di questo tema Papa Francesco addirittura”.
La premier ha rimarcato il primato italiano sul fronte normativo e la necessità di un approccio equilibrato: “L’Italia è stata la prima nazione in Europa a dotarsi di una legge nazionale sull’intelligenza artificiale per accompagnare l’applicazione dell’AI Act europeo e per declinare un approccio che mantenesse al centro la persona senza però ingabbiare la competitività e il dinamismo delle imprese. Abbiamo cioè fatto del nostro meglio per sviluppare i vantaggi e contrastare i rischi. Perché l’intelligenza artificiale potrebbe rappresentare la più radicale tra le rivoluzioni che l’uomo ha conosciuto e se noi fossimo così superficiali da farci ammaliare dalle sue potenzialità senza interrogarci su tutto ciò che il suo avvento può comportare, a mio avviso rischieremmo di pagare un prezzo molto alto”.
Per la premier, quella dell’intelligenza artificiale è “una sfida tanto più impegnativa perché, parliamoci chiaro, noi come Europa non partiamo in vantaggio. Stati Uniti e Cina hanno su questo investito risorse enormi e sui grandi modelli generalisti la partita per ora si gioca altrove. Però la physical AI è un terreno diverso, perché qui gli algoritmi non bastano, servono le macchine, i sensori, serve la meccatronica e serve la conoscenza profonda dei processi produttivi, quella che si accumula in decenni di fabbrica ed è esattamente quello che l’Italia ha. Noi siamo tra i principali produttori al mondo di macchine e automazione industriale, abbiamo filiere che presidiano ogni fase della produzione, un patrimonio di competenze che in pochi possono vantare. Per questo io sono convinta che l’Italia possa dire la sua, non inseguendo gli altri sul loro terreno, ma portando l’intelligenza artificiale dentro quello che noi sappiamo fare meglio. E questa è la via italiana all’intelligenza artificiale”.
MELONI: ETS CREA SQUILIBRI E DANNEGGIA IMPRESE
Particolarmente duro è stato l’affondo di Meloni sui meccanismi europei di tassazione del carbonio (ETS), accusati di indebolire l’industria manifatturiera a vantaggio dei competitor extra-UE: “Prendiamo il tema degli ETS: questo meccanismo che gonfia artificialmente i prezzi, che crea squilibri tra gli Stati membri, che danneggia le nostre imprese manifatturiere, particolarmente nella loro capacità di competere in un mercato globale nel quale i nostri principali concorrenti non sono neanche lontanamente sottoposti allo stesso livello di costo del carbonio e agli stessi vincoli. Il che produce un paradosso incredibile: se un’acciaieria chiude in Lombardia e quell’acciaio andiamo a comprarlo dall’altra parte del mondo, prodotto con standard ambientali molto più bassi, il pianeta non ci guadagna nulla, anzi ci perde”. “Quindi da una parte noi perdiamo competenze, perdiamo lavoro, perdiamo filiere e dall’altra non abbiamo neanche meno emissioni globali. Non è questa la strada giusta per restituire all’Europa autonomia strategica, forza, peso economico, perché l’autonomia strategica è fatta di acciaierie, di cartiere, di impianti chimici, di fonderie, di tutto ciò che serve per non dipendere dagli altri. Se l’ETS li rende insostenibili l’Europa non diventa più verde, diventa più debole e più dipendente e questo francamente non ce lo possiamo permettere”.
Infine, la premier ha ripercorso le misure varate dall’esecutivo per contrastare il caro energia e le crisi geopolitiche, ponendo l’accento sulla necessità di riforme strutturali e di lungo periodo. “Se non costruiamo risposte strutturali di lungo periodo rischiamo di essere sempre più ostaggio dell’emergenza. In questi anni noi abbiamo stanziato oltre 60 miliardi di euro per proteggere gli italiani dal caro energia. Abbiamo ridotto gli oneri in bolletta, abbiamo eliminato il differenziale tra il prezzo del gas italiano e quello europeo, costruito strumenti come il gas release e l’energy release, che consentono alle imprese di acquistare gas ed elettricità a prezzi calmierati, sfruttando la garanzia dello Stato.” Ricordando la gestione delle fasi più acute delle crisi internazionali, Meloni ha sottolineato: “Quando le tensioni in Medio Oriente e lungo le rotte del Golfo hanno fatto schizzare i prezzi dei carburanti, siamo intervenuti con il taglio delle accise, il meccanismo delle accise mobili, l’abolizione del bollo auto sulle macchine più utilizzate dalle famiglie e in città. E poi abbiamo rivolto a tutte le principali società energetiche un appello per calmierare i prezzi dell’energia, carburanti e non solo, appello a cui diverse compagnie e società hanno risposto positivamente e le ringrazio ancora per questo. Però questa è la gestione dell’emergenza”.
MELONI: CON UE LAVORIAMO A CONTENERE COSTO GAS USATO PER ELETTRICITÀ
Sul fronte della produzione elettrica dal gas, è stata rivelata una trattativa in corso a Bruxelles: “Con la Commissione stiamo lavorando per costruire un meccanismo che consenta di contenere il prezzo del gas utilizzato per produrre energia elettrica. Il confronto è in fase avanzata, confidiamo di arrivare a breve a una soluzione condivisa”. Inoltre, sulla gestione degli interventi congiunturali e sul Piano Transizione 5.0, la premier ha sottolineato: “Quando le tensioni in Medio Oriente e lungo le rotte del Golfo hanno fatto schizzare i prezzi dei carburanti, siamo intervenuti con il taglio delle accise, il meccanismo delle accise mobili, l’abolizione del bollo auto sulle macchine più utilizzate dalle famiglie e in città. E poi abbiamo rivolto a tutte le principali società energetiche un appello per calmierare i prezzi dell’energia, carburanti e non solo, appello a cui diverse compagnie e società hanno risposto positively. Però questa è la gestione dell’emergenza”.
MELONI: VIVIAMO UN TEMPO CHE NON CONCEDE TREGUA
Meloni ha poi riflettuto sul momento storico attuale: “Viviamo in un tempo che non concede tregua. Gli equilibri che conoscevamo si stanno sgretolando, un’intera epoca si chiude senza che quella nuova sia ancora definita. È un tempo difficile, ma ‘difficile’ viene dal latino e significa che ‘non si lascia fare’. Solo che noi siamo la nazione del fare. La storia d’Italia è stata fatta da chi ha costruito, inventato, prodotto, proprio quando le cose sembravano non si lasciassero fare. Fare è la nostra cifra. E significa che nessuno più di noi può spiegare questo tempo difficile”.
La presidente del Consiglio ha richiamato l’attenzione sulle dimensioni delle realtà produttive italiane: “Le piccole e medie imprese sono una forza, ma per competere sui mercati e con le tecnologie hanno bisogno di crescere per poter fare di più”. Ha poi aggiunto una riflessione sul ruolo della diplomazia economica: “Per me la politica estera non è alternativa alla politica interna, ma uno dei suoi strumenti più efficaci”. Tra gli obiettivi strategici annunciati, anche un ampliamento delle zone a burocrazia semplificata: “Vogliamo riuscire a estendere la Zes (Zona Economica Speciale) a tutto il territorio nazionale”.