Nel 2025 la libera professione premia chi ha nervi saldi, competenze solide e, possibilmente , una buona illuminazione per i video. A dirlo è un’indagine di Fiscozen su oltre 40mila Partite Iva, che mette nero su bianco una verità ormai chiara: o curi qualcuno, o aggiusti qualcosa, o intrattieni il pubblico online.
In cima alla classifica dei fatturati medi troviamo infatti i medici specialisti e della diagnostica, che con circa 58mila euro l’anno si confermano i veri influencer della salute. Sul podio anche chi lavora dietro (o davanti) alla telecamera, produzione cinematografica e tv, e gli elettricisti specializzati, dimostrando che tra un corto circuito e un corto cinematografico il guadagno non è poi così diverso.
Appena sotto il podio, ma con grande entusiasmo, avanzano influencer e content creator: quasi 40mila euro di fatturato medio e una crescita del 23% in un solo anno. Tradotto: i video piacciono, i brand pure, e il “ciao ragazzi” continua a pagare. Bene anche ingegneri, dentisti e infermieri, perché la sicurezza (strutturale o dentale) resta una priorità.
La Partita Iva resta una scelta di libertà , almeno sulla carta. Metà dei professionisti la sceglie per gestire tempo e clienti, mentre la Gen Z la ama per flessibilità e meritocrazia. Peccato che insieme arrivino stress, ansia, insonnia e la costante domanda: “il prossimo cliente quando arriva?”. Nonostante tutto, l’83% si dice soddisfatto. Probabilmente dopo aver pagato le tasse.
E poi c’è il gender gap: anche tra le Partite Iva, gli uomini guadagnano in media di più. Molto di più, soprattutto con l’età. Unica eccezione? Alloggio e ristorazione, dove le donne superano gli uomini: segno che almeno lì, a fine conto, qualcuno porta a casa la mancia migliore.
Insomma, nel 2025 la libera professione è un mix di passione, precarietà e fatturazione elettronica. Ma se resisti allo stress, trovi clienti e magari diventi virale, può ancora regalare qualche soddisfazione. O almeno una buona storia da raccontare su Instagram.