- AltoVicentinOnline - https://www.altovicentinonline.it -

Aumentano i casi di morbillo in Italia, soprattutto sotto i 40 anni. E la copertura vaccinale vacilla

Crescono i casi di morbillo in Italia, soprattutto tra giovani e bambini. E la copertura, avverte una circolare del ministero, vacilla. Per l’esattezza, la circolazione che parla di “possibili criticità“, spiega che nessuna Regione raggiunge la soglia raccomandata per la seconda dose di vaccino contenente morbillo. L’Italia si trova al momento al di sotto degli standard previsti dall’Organizzazione mondiale della sanità. Il rischio, di fatto, è che nel nostro Paese aumenti la circolazione del morbillo, in particolare tra i soggetti non immunizzati. Ecco perchè il ministero della Salute raccomanda di “potenziare i sistemi di sorveglianza“, assicurando una tempestiva indagine epidemiologica dei casi sospetti e la conferma di laboratorio (sia dei casi sporadici sia dei focolai). E raccomanda campagne vaccinali mirate,

CONTAGI IN CRESCITA DALLA FINE DEL 2023

Dopo un periodo di incidenza molto bassa, a partire dall’autunno 2023, in Italia, si è osservato un marcato aumento dei casi di morbillo. Nel 2024, infatti, sono stati notificati 1.045 casi, di cui 946 (90,5%) confermati in laboratorio, 34 probabili e 65 casi possibili. Tra questi, 77 casi (7,4%) erano casi importati. L’età mediana dei casi segnalati era pari a 30 anni (range: 0 – 73 anni) con oltre la metà dei casi (51,7%) nella fascia 15 – 39 anni e un ulteriore 23,7% in soggetti oltre i 40 anni. Tuttavia, l’incidenza più elevata è stata osservata nei bambini da 0 a 4 anni (79,0 casi per milione) con 50 casi registrati nei bambini con meno di un anno di età (126,9 casi per milione). A spiegarlo è la circolare ‘Morbillo – analisi epidemiologica (anni 2024-2026) e raccomandazioni operative’ trasmessa dal ministero della Salute alle Regioni.

OLTRE LA METÀ DEI CASI NELLA FASCIA 15-39 ANNI

Nel 2025 rispetto all’anno precedente – si legge ancora nella circolare – si è osservata una diminuzione dei casi a 529, di cui 497 confermati in laboratorio (94%). L’età mediana dei casi è leggermente aumentata a 31 anni, con oltre la metà dei casi concentrati nella fascia 15-39 anni. Anche nel 2025, l’incidenza più alta rimane nella fascia 0-4 anni, con particolare coinvolgimento dei bambini di età inferiore a un anno. La riduzione dei casi indica un lieve contenimento della circolazione virale, pur con la persistenza di cluster regionali in Lombardia, Emilia-Romagna, Lazio, Calabria e Sicilia.
Lo stato vaccinale dei casi confermati rimane un fattore determinante. Nel 2024, tra i casi per i quali era noto il profilo vaccinale (975 su 1.045; 93,3%), il 90,1% risultava non vaccinato, il 5,8% aveva ricevuto una sola dose e il 3,4% due dosi. Nel 2025, percentuali analoghe confermano la significativa suscettibilità dei soggetti non vaccinati o parzialmente vaccinati. Infine, la genotipizzazione dei casi confermati ha evidenziato nel 2024 la predominanza del genotipo D8, con 523 casi su 545 tipizzati, e una minoranza di genotipo B3 (22 casi). Nel 2025, sono stati sottoposti a genotipizzazione circa il 60% dei casi segnalati, identificando ancora una volta i genotipi B3 e D8. L’analisi filogenetica ha permesso di stabilire la persistenza di due principali catene di trasmissione durante l’intero 2025 (varianti D8-5963 e B3-6418), associate a un elevato numero di casi sporadici e a un’importante quota di casi non sequenziati che limitano la piena ricostruzione dei focolai.
Questo quadro conferma, anche per il 2025, il persistere di una condizione di endemicità del morbillo nel nostro Paese, ribadendo la necessità di rafforzare ulteriormente le indagini epidemiologiche e di laboratorio.

BOOM DI SEGNALAZIONI PER CAMPANIA, CALABRIA, LAZIO E TOSCANA

La circolare spiega ancora che dal confronto dei dati relativi ai primi cinque mesi degli anni 2024, 2025 e 2026, i casi confermati totali a livello nazionale del 2026 sono risultati superiori a quelli del 2025 (rispettivamente 472 e 322 casi confermati), mantenendosi tuttavia al di sotto dei livelli registrati nel 2024, quando i casi confermati nello stesso periodo risultavano 5094.
Considerando, invece, anche i casi possibili e probabili si passa da 568 segnalazioni nel 2024 a 342 nel 2025 e a 609 nel 2026, registrando quindi un aumento del 78,1% nell’anno corrente rispetto al precedente e del 7,2% rispetto al 2024. La differenza riflette i fisiologici tempi di inserimento e aggiornamento dei dati in piattaforma, che in contesto epidemico possono risentire dell’elevato carico di lavoro e dei tempi di trasmissione dei risultati di laboratorio.
L’aumento dei casi considerando i primi 5 mesi del 2025 rispetto al 2026, sulla base dei casi notificati al sistema Premal, è particolarmente evidente soprattutto in alcune Regioni come, ad esempio, Campania, Calabria, Lazio e Toscana: la Campania passa da 18 a 100 casi segnalati; la Calabria cresce da 17 a 265 casi segnalati; il Lazio passa da 47 casi segnalati nel 2025 a 54 casi segnalati nel 2026; la Toscana registra 49 casi segnalati nel 2026, mentre nello stesso periodo del 2025 segnalava 6 casi di morbillo

I CASI DEL 2026

Considerando i casi segnalati nel 2026, l’età mediana risulta pari a 30 anni. La fascia di età maggiormente interessata è quella compresa tra 15 e 39 anni (345 casi), seguita dalla fascia 40-64 anni (124 casi) e da quella 0-4 anni (98 casi), evidenziando una maggiore incidenza del fenomeno nella popolazione adulta. L’incidenza più alta è stata osservata nei bambini con meno di 4 anni (49,4 casi per milione), a seguire gli adulti con fascia di età 15-39 anni (22,3 casi per milione). L’incidenza osservata negli adulti con fascia di età 40-64 anni è stata di 5,7 casi per milione. Per quanto riguarda i ricoveri, si osserva un aumento percentuale nel tempo: dal 49,5% nel 2024, al 56,3% nel 2025 e al 57,8% nel 2026.
Sul fronte vaccinale, tra i casi con stato vaccinale noto, la quasi totalità dichiara di non essere vaccinata (93,3% nel 2026), lo stato vaccinale non è noto per 115 casi su 609 (18,9%).
Tra i casi confermati, 104 sono stati sottoposti a genotipizzazione: di questi, 58 sono risultati appartenere al genotipo D8 e 46 al genotipo B3. Per entrambi i genotipi è stata identificata la continua circolazione delle varianti endemiche del 2025 (D8-5963 e B3-6418), alle quali si aggiungono altre due varianti genetiche principali: la D8-9705 e la B3-9753.
Inoltre, l’analisi filogenetica ha evidenziato una distribuzione geografica distinta dei due genotipi: il genotipo B3 è associato ai focolai epidemici osservati in Campania e Toscana (caratterizzati rispettivamente dalle varianti B3-6418 e B3-9753), mentre il genotipo D8 è responsabile del focolaio registrato in Calabria (variante D8-5963).
Nel complesso- sottolinea la circolare- i dati evidenziano una crescita dei contagi rispetto all’anno precedente, una concentrazione in specifiche fasce d’età adulte e aree geografiche e un impatto rilevante dello stato vaccinale sull’incidenza della malattia.

LE “POSSIBILI CRITICITÀ” NELLA COPERTURA VACCINALE

Secondo la circolare ‘Morbillo – analisi epidemiologica (anni 2024-2026) e raccomandazioni operative’, trasmessa dal ministero della Salute alle Regioni, le coperture vaccinali disponibili per l’anno 2024 indicano che nessuna Regione/PA raggiunge la soglia raccomandata per la seconda dose di vaccino contenente morbillo. Questo risultato è inferiore agli standard definiti dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), secondo cui, l’elevata trasmissibilità del virus del morbillo richiede il raggiungimento di coperture vaccinali = 95% con due dosi per interrompere la trasmissione e garantire l’immunità di gregge nelle coorti target (bambini, adolescenti e gruppi vulnerabili).
Tale livello- spiega ancora la circolare- è essenziale per interrompere la trasmissione del virus e garantire l’immunità di gregge nelle coorti di età target, considerando che la quasi totalità dei soggetti non responder alla prima dose sviluppa immunità dopo la seconda.
Il quadro descritto suggerisce una possibile criticità nella copertura vaccinale e un conseguente rischio di aumento della circolazione del morbillo, in particolare tra i soggetti non immunizzati.
I dati segnalati nel sistema Premal relativi al 2026 evidenziano come la maggior parte dei casi notificati si verifichi tra i giovani adulti (15-39 anni). Nella stessa fascia di età, il 94,7% dei casi con stato vaccinale noto risulta non vaccinato.

I CASI TRA GLI OPERATORI SANITARI

Di particolare rilievo epidemiologico è la quota di casi tra gli operatori sanitari, che risultano 55 casi su 417 soggetti con professione nota (13,2%) e rappresentano il 19,2% dei casi adulti (>18 anni) con professione nota (n=287). Per 45 di questi operatori è disponibile l’informazione sullo stato vaccinale; tra essi, 40 risultano non vaccinati, pari all’88,9% del totale con stato vaccinale noto. Tale evidenza suggerisce un significativo coinvolgimento del setting sanitario nella dinamica di trasmissione, compatibile con esposizioni occupazionali in contesti assistenziali ad alta frequenza di contatto, in particolare in fase di circolazione attiva del virus. Tali evidenze sono coerenti con la letteratura internazionale, che identifica gli operatori sanitari come categoria a rischio per trasmissione e acquisizione del morbillo in ambito nosocomiale, soprattutto in fasi di circolazione attiva del virus e in presenza di coperture vaccinali non ottimali o non documentate, sottolineando l’importanza delle misure di prevenzione e controllo delle infezioni nei contesti assistenziali.

IL MINISTERO: “POTENZIARE LA SORVEGLIANZA”

Tanto rappresentato, tenuto conto del parere espresso dall’Istituto Superiore di Sanità, al fine di rafforzare il controllo e favorire il ripristino dell’interruzione della trasmissione endemica di morbillo, il ministero della Salute raccomanda di potenziare i sistemi di sorveglianza, assicurando un’accurata indagine epidemiologica dei casi sospetti e la conferma di laboratorio sia dei casi sporadici sia dei focolai. In particolare, si raccomanda la massima tempestività nel condurre l’indagine epidemiologica, la segnalazione del caso sospetto su sistema Premal entro 24 ore e nella raccolta dei campioni biologici, già al primo contatto con il caso sospetto, sia per la conferma diagnostica sia per la caratterizzazione virologica. I campioni dovranno essere inviati al proprio Laboratorio Regionale di Riferimento della rete MoRoNet o, in assenza di questo, al Laboratorio Nazionale di Riferimento.

Il ministero invita poi a Promuovere campagne vaccinali mirate, con particolare attenzione ai giovani adulti non vaccinati e alle categorie ad alto rischio, e rafforzare le attività di recupero (catch-up) per garantire il completamento della seconda dose. In particolare, rafforzare gli interventi rivolti agli operatori sanitari (verifica dello stato immunitario, offerta attiva della vaccinazione, eventuale screening sierologico). Il ministero raccomanda poi di implementare attività di comunicazione del rischio, rivolte sia agli operatori sanitari sia alla popolazione, al fine di aumentare la fiducia e l’adesione vaccinale, con il coinvolgimento strutturato di medici di medicina generale e pediatri di libera scelta. Infine, la raccomandazione è di implementare attività di formazione strutturata degli operatori sanitari sulle competenze comunicative sulla comunicazione in ambito vaccinale.

Dire

Ti è piaciuto questo articolo? Condividilo su: