Camminare con regolarità non fa solo “bene”: può tradursi in anni extra di vita in buona salute. Un nuovo studio pubblicato sul Journal of the American College of Cardiology indica che avere una buona forma fisica tra i 40 e i 50 anni è associato a un aumento del 2‑3% della durata della vita in salute, pari a circa uno-due anni in più senza malattie gravi o disabilità.
A differenza di molte ricerche che si limitano a contare gli anni vissuti, questo studio si concentra sull’“health span”, cioè il numero di anni trascorsi senza patologie importanti: cardiopatie, tumori, malattie renali, demenza e altre condizioni che spesso segnano l’invecchiamento.
Lo studio: 25mila persone seguite per decenni
Il lavoro, guidato dalla professoressa Clare Meernik del Kenneth H. Cooper Institute e del Texas Tech University Health Sciences Center, si basa sui dati di 24.567 uomini e donne che, nell’arco di decenni, si sono sottoposti a controlli alla Cooper Clinic di Dallas.
Tra gli esami di routine figurava il test al tapis roulant, usato per valutare la capacità aerobica e quindi il livello di forma fisica. In base ai risultati, i partecipanti sono stati divisi in tre gruppi: bassa, moderata e alta forma fisica. Le loro cartelle cliniche sono poi state seguite nel tempo, fino alla comparsa delle prime malattie gravi o al decesso.
L’analisi statistica ha mostrato che chi era più in forma a mezza età:
- sviluppava la prima grande malattia circa un anno e mezzo dopo rispetto alle persone meno allenate
- accumulava meno patologie gravi nel corso dell’anzianità
- viveva in media circa due anni in più rispetto ai soggetti con forma fisica scarsa
Anche chi si collocava nel gruppo “moderato” stava meglio e più a lungo rispetto ai meno in forma.
Non serve essere atleti: bastano 15–30 minuti al giorno
I partecipanti più in forma non erano necessariamente maratoneti o sportivi estremi. È probabile, spiegano i ricercatori, che camminassero a passo svelto quasi ogni giorno.
Altri studi recenti rafforzano questo quadro:
- una ricerca sugli Annals of Internal Medicine indica che anche 15 minuti di camminata quotidiana producono benefici misurabili
- un lavoro pubblicato sull’European Heart Journal mostra che brevi tratti a passo veloce possono essere molto efficaci per la salute cardiovascolare
Il messaggio che emerge è semplice: non servono ore di palestra. Una camminata decisa di 15–30 minuti al giorno può incidere significativamente sulla salute a lungo termine.
Perché questi anni in più contano davvero
A qualcuno un aumento del 2% della vita in salute potrebbe sembrare poco. Ma diversi esperti invitano a ridimensionare questa impressione. Il cardiologo Eric Topol, fondatore dello Scripps Research Translational Institute, ricorda che nessun farmaco o tecnologia per la longevità ha finora dimostrato, sull’uomo, la stessa capacità di allungare la vita in buona salute.
Anche I‑Min Lee, epidemiologa della Harvard T.H. Chan School of Public Health e coautrice dello studio, sottolinea che si tratta di anni aggiuntivi dopo i 65 anni. Negli Stati Uniti l’aspettativa di vita media è di 79 anni: questo significa che, in media, si vivono 14 anni dopo i 65. «Due anni in più in buona salute – osserva – sono un risultato tutt’altro che trascurabile».
Non solo movimento: contano anche stile di vita e fortuna
Gli autori precisano che si tratta di uno studio osservazionale: mostra un’associazione tra buona forma fisica a mezza età e più anni di vita sana, ma non può dimostrare che l’esercizio fisico sia l’unica causa del beneficio. Nel quadro entrano in gioco anche genetica, alimentazione, reddito, contesto sociale e una certa dose di fortuna.
Nonostante questo, il messaggio principale resta forte e pragmatico. «Non è mai troppo tardi – afferma la professoressa Meernik – ma non è nemmeno mai troppo presto».
A qualsiasi età, mettersi in movimento può significare spostare in avanti, di uno o due anni, la comparsa delle grandi malattie e aumentare il tempo che passiamo davvero in salute. E spesso basta iniziare dalla cosa più semplice: una camminata a passo svelto oggi.
Fonte Adnkronos