AGI – Per un cuore sano la qualità degli alimenti conta più della quantità di carboidrati o di grassi, assunti quando si tratta di ridurre il rischio di malattie coronariche. È questa la principale conclusione di un ampio studio pubblicato sull’Journal of the American College of Cardiology (JACC), la rivista di riferimento dell’American College of Cardiology.
Distinguere tra approcci salutari e non salutari
Secondo gli autori, una delle ragioni dei risultati contrastanti emersi in precedenti ricerche sulle diete low-carb e low-fat è che le persone possono seguire lo stesso schema alimentare scegliendo però alimenti molto diversi tra loro. “I nostri risultati evidenziano che non si tratta semplicemente di ridurre carboidrati o grassi, ma della qualità degli alimenti con cui si costruisce la dieta”, afferma Wu.
“Concentrarsi solo sulla composizione dei nutrienti, senza considerare la qualità del cibo, potrebbe non portare benefici per la salute”. Per distinguere tra approcci salutari e non salutari, i ricercatori hanno creato specifici indici dietetici basati sulle fonti dei macronutrienti. Le versioni considerate sane delle diete a basso contenuto di carboidrati o di grassi privilegiavano alimenti di origine vegetale, cereali integrali e grassi insaturi.
Al contrario, le versioni non salutari erano caratterizzate da un elevato apporto di carboidrati raffinati e di grassi e proteine di origine animale. I risultati mostrano che entrambe le diete, se basate su alimenti di alta qualità, sono associate a una riduzione significativa del rischio di malattia coronarica. Al contrario, le versioni non salutari di entrambi i regimi alimentari risultano collegate a un aumento del rischio cardiovascolare. Inoltre, i modelli alimentari più sani sono associati a livelli più bassi di trigliceridi, a un aumento del colesterolo HDL e a una riduzione dei marker infiammatori.