Le infezioni sessualmente trasmesse (Ist) continuano a crescere in Italia. Secondo gli ultimi dati dell’Istituto Superiore di Sanità, pubblicati nell’estate 2026 e riferiti al 2024, le segnalazioni raccolte dai centri clinici sentinella sono state 7.797, il 12% in più rispetto all’anno precedente. L’incremento più marcato riguarda la clamidia (+41,5% in un anno), mentre dal 2021 al 2024 la gonorrea è cresciuta dell’84% e la sifilide primaria e secondaria del 16%. Numeri che richiamano l’attenzione sulla diffusione di infezioni spesso asintomatiche, sui rischi delle diagnosi tardive e sulla necessità di rendere più accessibili prevenzione e screening, indipendentemente dall’età. È quanto si legge in una nota.
Sono questi alcuni dei temi al centro del XII Congresso Nazionale della Società Interdisciplinare per lo Studio delle Malattie Sessualmente Trasmissibili (SIMaST), in programma il 6 e 7 novembre a Cagliari, presso l’Unahotels T Hotel, dal titolo “Breaking Barriers: oltre la diagnosi per una cura integrata delle infezioni a trasmissione sessuale”, spiega la nota. I dati ISS evidenziano un quadro preoccupante. Le segnalazioni di clamidia sono aumentate del 72% tra il 2021 e il 2024, mentre quelle di gonorrea sono quintuplicate rispetto al 2010. Particolarmente esposti risultano i giovani: nella sorveglianza di laboratorio la prevalenza della clamidia tra le persone testate di età compresa fra 15 e 24 anni raggiunge l’8,3%, contro il 2,7% tra gli over 24. La sifilide continua a circolare e può presentarsi con manifestazioni difficili da riconoscere, favorendo diagnosi tardive.
“L’aumento dei casi deve farci riflettere soprattutto sulle infezioni che passano inosservate- sottolinea Luca Bello, Presidente nazionale SIMaST e ginecologo presso il Centro Multidisciplinare per la Salute Sessuale (Ce.Mu.S.S.) della ASL Città di Torino- La clamidia, in particolare, può provocare sintomi non evidenti, soprattutto nelle donne, ma se non diagnosticata e trattata tempestivamente può causare malattia infiammatoria pelvica, infertilità e gravidanze extrauterine. Anche la gonorrea può determinare complicanze importanti, mentre la sifilide in gravidanza rappresenta un rischio per il nascituro. Non possiamo limitarci ad aspettare che compaiano i sintomi: occorre promuovere una maggiore consapevolezza e facilitare l’accesso ai test, superando imbarazzo, disinformazione e barriere economiche e culturali”.
La prevenzione riguarda anche le infezioni virali. Nel 2024 i centri sentinella hanno segnalato 2.097 casi di condilomi ano-genitali, una delle manifestazioni dell’infezione da HPV, responsabile anche di diverse forme tumorali: da qui l’importanza della vaccinazione e degli screening oncologici previsti, continua la nota. Resta fondamentale l’attenzione all’HIV: tra le persone con una IST, il test è stato effettuato al momento della diagnosi soltanto nel 63,9% dei casi. Per le epatiti B e C, invece, gli specialisti richiamano la necessità di favorire screening e diagnosi precoce, oltre alla vaccinazione contro l’epatite B.
“Le infezioni sessualmente trasmesse non riguardano esclusivamente adolescenti e giovani- evidenzia la prof.ssa Laura Atzori, Presidente del Congresso, Professore Associato dell’Università di Cagliari e Direttrice della UOC di Dermatologia dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Cagliari- Un aspetto spesso trascurato è la salute sessuale delle persone oltre i 65 anni, una fascia d’età nella quale il rischio può essere sottovalutato anche dai medici. Occorre superare i tabù, porre le domande giuste e proporre, quando indicato, test per HIV, sifilide e altre infezioni. Proprio la sifilide, per esempio, può presentare manifestazioni cliniche molto diverse, talvolta atipiche, e non sempre viene riconosciuta subito. La prevenzione e la diagnosi precoce devono accompagnare tutte le età della vita”.
Dermatologi, ginecologi, urologi, infettivologi, microbiologi e altri professionisti sanitari, conclude la nota, si confronteranno a Cagliari sulle principali sfide nella gestione delle IST: dalla diagnosi precoce all’antibiotico-resistenza, dall’offerta dei test HIV alla prevenzione dell’HPV, fino ai nuovi strumenti di profilassi e alla collaborazione con le associazioni e i servizi territoriali. La multidisciplinarietà della SIMaST sarà confermata come approccio per intercettare precocemente le infezioni e tutelare la salute delle persone lungo tutto l’arco della vita.
