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Quando il danno è vero. Sentenze, indennizzi e la realtà giudiziaria dei casi post‑vaccino

C’è chi sbraita sui social “sono stato danneggiato da vaccino” e c’è chi lo è davvero. La differenza sta in una sentenza ed una giustizia che parla chiaro. E’ il caso della Corte d’Appello di Torino che ha confermato il nesso causale tra la mielite trasversa che ha colpito una tabaccaia di Alba e le due dosi di vaccino anti‑Covid Pfizer ricevute nel 2021, stabilendo in via definitiva il diritto della donna a un indennizzo statale. La decisione, depositata nei giorni scorsi, ha respinto il ricorso del ministero della Salute e dell’Aifa, che avevano contestato la precedente sentenza del tribunale civile di Asti sostenendo l’esistenza di una patologia autoimmune preesistente.

Al centro della pronuncia c’è la consulenza tecnica d’ufficio eseguita nel primo grado di giudizio, ritenuta dai giudici “completa” e sufficiente a dimostrare, secondo il criterio della preponderanza dell’evidenza, la correlazione tra la vaccinazione e l’insorgere della grave infiammazione del midollo spinale che ha compromesso la capacità motoria della donna. La Corte non ha quindi ritenuto necessario disporre nuovi accertamenti.

L’indennizzo previsto resta quello stabilito in origine: circa 3.000 euro al mese, con versamento bimestrale. Secondo i legali della donna, casi analoghi riconosciuti nel mondo avrebbero superato le 36 mila unità entro il 2024, dato che riflette un aumento complessivo delle richieste di compensazione legate alla campagna vaccinale anti‑Covid.

Negli ultimi anni, infatti, diversi tribunali italiani hanno riconosciuto il diritto all’indennizzo per danni gravi e permanenti attribuiti alla vaccinazione, tra cui paralisi, miocarditi e, in alcuni casi, decessi. Nel febbraio 2025 un uomo di 55 anni di Agrigento aveva ottenuto il riconoscimento del nesso causale; lo stesso era accaduto nei mesi successivi per una donna di Terni, una di La Spezia e una settantenne di Pescara. Precedentemente, nel 2023, una donna di 67 anni colpita da paralisi dopo la vaccinazione AstraZeneca aveva ricevuto un’indennità mensile di 913 euro. Nel gennaio 2024 una commissione medica di Messina aveva riconosciuto un indennizzo a vita a una 36enne per danni irreversibili. Nel febbraio dello stesso anno, infine, è stato accertato in Molise il collegamento tra il vaccino e il decesso di un uomo di 72 anni, avvenuto a circa venti giorni dalla somministrazione.

Il caso di Belluno

Un sessantenne bellunese ha ottenuto un risarcimento complessivo di 197.000 euro e un vitalizio bimestrale da 2.000 euro dopo aver riportato un’invalidità permanente dell’80 per cento in seguito alla terza dose del vaccino anti‑Covid Pfizer, somministrata nel 2021. L’uomo, che preferisce mantenere l’anonimato e che non nutre alcuna ostilità verso i vaccini, racconta di essersi considerato “solo sfortunato”. Ma la sua vita, negli ultimi cinque anni, è stata segnata da un susseguirsi di ricoveri, terapie e difficoltà quotidiane.

Dopo la somministrazione, il paziente ha sviluppato gravi sintomi: febbre ricorrente, stanchezza cronica, problemi di deambulazione, fino all’impossibilità di parlare e camminare nel periodo immediatamente successivo. Ricoverato nel reparto di neurologia dell’ospedale di Feltre, gli è stata diagnosticata una forma di ADEM, una rara patologia neurologica caratterizzata da un’infiammazione di encefalo e midollo spinale, accompagnata da un processo degenerativo che colpisce nervi e sistema nervoso centrale.

È l’inizio di un calvario fatto di continui spostamenti tra diverse strutture sanitarie del Nord‑Est  per accertamenti, visite specialistiche, perizie e terapie. Una condizione che ha inciso profondamente sulla sua autonomia e sulla qualità della vita. Nel luglio 2022, con l’assistenza dell’avvocato Emiliano Casagrande del foro di Belluno, l’uomo ha avviato la richiesta di risarcimento inviando Pecd , documentazioni mediche e relazioni tecniche sia all’Ulss 1 Dolomiti sia al ministero della Salute. Il contenzioso non è mai arrivato in tribunale: le amministrazioni coinvolte hanno riconosciuto la fondatezza della richiesta sulla base delle prove fornite.

E’  arrivato sul suo conto corrente il risarcimento statale di 197.000 euro. Parallelamente, la Regione Veneto, attraverso l’Ulss 1, ha concesso un vitalizio bimestrale di 2.000 euro, già erogato a partire dall’aprile 2025. Per il sessantenne, si tratta di un sostegno economico indispensabile per affrontare una condizione destinata a proseguire per tutta la vita. Una vicenda che si inserisce nel più ampio quadro dei riconoscimenti amministrativi per danni gravi correlati alla vaccinazione anti‑Covid, e che riporta l’attenzione sulle tutele previste per chi subisce effetti avversi rari ma documentati nell’ambito delle campagne di sanità pubblica.

Si potrebbero citare tanti altri casi di risarcimento danni, ma bastano questi per farvi capire che chi è stato danneggiato da vaccino ha una sentenza che lo dimostra. E quando vi ritrovate al cospetto di qualcuno che si dichiara danneggiato da vaccino chiedetegli se si è rivolto ad un avvocato (ce ne sono tanti specializzati in Italia in questo settore) e a che punto è la sua causa giudiziaria.

di Redazione AltovicentinOnline

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