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Sanità, dal 21 settembre cambiano le tariffe: ticket fino a 36,15 euro e rincari per alcune prestazioni

Il ticket resta fissato a 36,15 euro per ricetta nelle Regioni che applicano il tetto ordinario, ma dal 21 settembre aumentano le tariffe di alcune visite ed esami. In alcuni casi il rincaro teorico arriva a 4,40 euro.

Il nuovo tariffario riguarda 448 prestazioni di specialistica ambulatoriale e 222 codici della protesica. Tra gli aumenti più significativi c’è quello della prima visita cardiologica con elettrocardiogramma, che passa da 33,60 a 38 euro. Per il cittadino non esente, dove vale il tetto di 36,15 euro, l’aumento effettivo del ticket sarà quindi di 2,55 euro.

La prima visita specialistica ordinaria sale invece da 25 a 26 euro, mentre la visita di controllo resta a 17,90 euro. Aumenta di 50 centesimi anche il prelievo venoso, da 3,80 a 4,30 euro.

Non scatterà però un aumento generalizzato. Oltre otto prestazioni su dieci resteranno invariate, compresi molti esami del sangue di uso comune. Il rincaro medio del nuovo tariffario è del 5,8%, ma non coincide automaticamente con l’aumento del ticket.

Restano valide le esenzioni previste per reddito, patologie croniche e rare, invalidità, gravidanza e altre condizioni. Chi ha già prenotato una prestazione dopo il 21 settembre dovrà verificare il nuovo importo con il Cup o sul portale sanitario regionale.

L’aggiornamento delle tariffe comporterà per il Servizio sanitario un costo aggiuntivo stimato in 210,7 milioni di euro l’anno. L’obiettivo è sostenere l’offerta delle prestazioni, ma il nuovo tariffario non garantisce da solo una riduzione delle liste d’attesa.

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