“Ormai è una moda sbagliata. Uno status symbol soprattutto tra i più giovani, che tengono orgogliosamente in mano questo oggetto. La sigaretta elettronica, chiamata anche svapo, da cui il verbo ‘svapare’, o e-cig, è un dispositivo progettato per inalare vapore che spesso contiene nicotina in dosi variabili. Rispetto alla sigaretta tradizionale funziona senza combustione, eliminando così alcuni dei danni associati alle tipiche sostanze cancerogene del fumo. Questo non significa però che sia innocua. Non va confusa con la sigaretta a tabacco riscaldato, che è un ibrido tra sigaretta elettronica e sigaretta tradizionale, essendo costituita da un dispositivo elettrico che scalda tabacco”. Lo scrive sulla propria pagina Facebook il direttore della clinica di Malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genova, Matteo Bassetti. “Le evidenze scientifiche più recenti- prosegue- sono abbastanza concordi sul sostenere che possono far male alla salute. Dipende da vari fattori: sostanze presenti nel liquido, temperatura raggiunta dalla resistenza, materiale della resistenza, frequenza con cui le si usa, se in combinazione o meno con le sigarette classiche”.
“Un report finanziato dall’Unione Europea nel 2023- evidenzia l’infettivologo- ha identificato 107 sostanze cancerogene, tra cui formaldeide e acetaldeide, 32 mutagene, capaci di alterare il Dna delle cellule, e 20 composti che possono compromettere la fertilità. Gli studi ci dicono, ad esempio, che il vaping potrebbe aumentare il rischio di asma e broncopneumopatia cronica ostruttiva, Bpco”. Bassetti ricorda poi che “negli Stati Uniti, ma ci sono casi anche in Europa, un additivo usato nei liquidi delle e-cig ha causato un’epidemia di gravi infiammazioni e danni polmonari permanenti. Questo dimostra come singole sostanze contenute nelle e-cigarette possano avere effetti anche molto gravi. Studi recenti hanno anche dimostrato effetti immediati sulla salute cardiovascolare, aumentando frequenza cardiaca e pressione sanguigna”.
L’esperto invita a fare “attenzione soprattutto all’uso combinato di e-cig e sigarette classiche, senza dubbio l’uso più frequente tra gli svapatori in Italia: aumentano i rischi di malattie respiratorie, cardiovascolari e di tumori. Come ha denunciato l’Oms, si registra un allarmante aumento dell’uso di questi prodotti tra i giovani, con tassi di utilizzo maggiori rispetto a quelli degli adulti in molti Paesi, tra cui l’Italia: nonostante viga un divieto di vendita di sigarette elettroniche e prodotti a tabacco riscaldato ai minori di 18 anni”. “Nel nostro Paese- sottolinea- c’è una vera e propria ‘emergenza adolescenti’. L’Italia si è posizionata al primo posto mondiale per numero di adolescenti tra i 13 e i 15 anni che hanno provato le sigarette elettroniche almeno una volta. Dalla e-cig alla sigaretta tradizionale il passo è breve. Non a caso l’Italia ha anche un altro primato: è il Paese europeo con la più alta prevalenza di sedicenni fumatori di sigarette tradizionali”. Per Bassetti, infine, “non deve passare il messaggio che la svapo è innocua, soprattutto tra i più giovani”.