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Tumore al seno: alla chirurgia plastica italiana il massimo riconoscimento internazionale per studio innovativo sulla ricostruzione mammaria

La chirurgia plastica ricostruttiva italiana conquista un prestigioso riconoscimento internazionale proprio nel mese di ottobre, tradizionalmente dedicato alla prevenzione del tumore al seno. Tumore al seno: alla chirurgia plastica italiana il massimo riconoscimento internazionale per uno studio innovativo sulla ricostruzione mammaria

Il professor Benedetto Longo, Direttore della Scuola di Specializzazione in Chirurgia Plastica, Ricostruttiva ed Estetica dell’Università di Roma Tor Vergata, ha ricevuto il Prs Best Paper Award 2026 – Best Breast Paper, Gold, il massimo riconoscimento nella categoria dedicata alla chirurgia mammaria assegnato dalla rivista scientifica americana Plastic and Reconstructive Surgery (Prs), organo ufficiale dell’American Society of Plastic Surgeons (Asps).

Il riconoscimento è stato conferito allo studio Immediate Hybrid Breast Reconstruction: Dual-Plane Approach Using Prepectoral Implants and Retropectoral Fat Grafting, realizzato dal gruppo di ricerca dell’Università di Roma Tor Vergata, con Benedetto Longo primo autore e il professor Valerio Cervelli, Direttore della Uoc di Chirurgia Plastica del Policlinico Tor Vergata, ultimo autore.

LA RICERCA

Al centro della ricerca una nuova tecnica di ricostruzione mammaria ibrida immediata, che combina l’impiego di protesi mammarie con il trapianto di tessuto adiposo autologo, prelevato dalla stessa paziente. La particolarità dell’approccio consiste nel posizionamento della protesi davanti al muscolo pettorale e nell’innesto del tessuto adiposo in uno spazio anatomico retro-pettorale, con l’obiettivo di ottenere una ricostruzione più naturale, limitare le irregolarità dei contorni mammari e ridurre la necessità di ulteriori interventi correttivi.

Lo studio, pubblicato nel 2025 sulla rivista Plastic and Reconstructive Surgery, ha confrontato 60 ricostruzioni mammarie, evidenziando risultati favorevoli in termini di soddisfazione delle pazienti, dimensioni delle protesi utilizzate e riduzione delle procedure aggiuntive di lipofilling, senza un aumento significativo delle complicanze osservate. Risultati promettenti che aprono nuove prospettive nella chirurgia ricostruttiva dopo mastectomia. Il riconoscimento assume un significato particolare durante Ottobre Rosa. La lotta contro il tumore al seno non si esaurisce infatti nella prevenzione, nella diagnosi precoce e nel trattamento oncologico, ma comprende anche il recupero dell’integrità corporea, del benessere psicologico e della qualità della vita delle donne che affrontano una mastectomia. “La ricostruzione mammaria non deve essere considerata un elemento secondario del percorso oncologico, ma una componente fondamentale della cura della donna.

LONGO: “LA RICERCA ITALIANA FUNZIONA”

Oggi il nostro obiettivo non è soltanto ricostruire una mammella, ma restituire alle pazienti la possibilità di riconoscersi nel proprio corpo, riducendo per quanto possibile il peso fisico e psicologico della malattia”, sottolinea il professor Benedetto Longo. “Ricevere questo riconoscimento negli Stati Uniti, proprio durante il mese dedicato alla sensibilizzazione sul tumore al seno, attribuisce al nostro lavoro un significato ancora più importante. È il riconoscimento di una ricerca italiana che cerca di trasformare l’innovazione chirurgica in un beneficio concreto per le pazienti. La vera sfida è sviluppare ricostruzioni sempre più efficaci, personalizzate e meno gravose, senza compromettere la sicurezza”, aggiunge Longo.

Il premio valorizza anche l’attività della scuola di chirurgia plastica dell’Università di Roma Tor Vergata e il modello di integrazione tra ricerca scientifica, formazione specialistica e assistenza clinica sviluppato presso il Policlinico universitario. “Questo risultato conferma il valore della ricerca universitaria italiana e la capacità dei nostri gruppi di contribuire all’evoluzione della chirurgia ricostruttiva internazionale. L’innovazione ha un significato reale quando si traduce in nuove possibilità terapeutiche per le pazienti”, evidenzia il professor Valerio Cervelli. Il riconoscimento ricevuto a Houston rappresenta così non soltanto un’affermazione scientifica della chirurgia plastica italiana, ma anche un’occasione per richiamare l’attenzione, durante Ottobre Rosa, sull’importanza di un percorso di cura del tumore mammario che accompagni la donna dalla prevenzione fino alla ricostruzione e al recupero della qualità della vita. La ricerca italiana si conferma protagonista dell’innovazione nella ricostruzione mammaria, portando all’attenzione della comunità scientifica internazionale nuove soluzioni per migliorare la vita delle donne dopo il tumore al seno.

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