La pasta è uno di quegli acquisti che molti fanno quasi in automatico al supermercato: si prende la confezione, la si mette nel carrello e si passa alla cassa. Raramente ci si ferma a leggere con attenzione l’etichetta. Eppure bastano pochi secondi per scoprire che non tutte le paste sono uguali e che il grano utilizzato può arrivare da Paesi molto diversi.
Per capire meglio cosa finisce nel piatto, abbiamo dato un’occhiata alle confezioni di pasta sugli scaffali di Lidl Italia, verificando l’origine del grano indicata nelle varie referenze del discount.
L’origine del grano: cosa dice l’etichetta
Scegliere pasta prodotta con grano italiano non è solo una questione di campanilismo. Molti consumatori lo fanno per sostenere la filiera agricola nazionale o per preferenze personali legate al gusto e alla qualità.
Per orientarsi è fondamentale leggere l’etichetta. Dal 2014, infatti, la normativa europea impone ai produttori di pasta secca di indicare il Paese di coltivazione del grano e quello di molitura. Le informazioni sono presenti su tutte le confezioni, ma spesso sono stampate sul retro e in caratteri molto piccoli. Proprio per questo vale la pena dedicare qualche secondo in più alla lettura prima di scegliere.
Le diverse paste sugli scaffali Lidl
Sugli scaffali del discount tedesco le tipologie di pasta sono diverse e anche l’origine del grano varia a seconda della linea.
Pasta Combino (linea classica)
La pasta a marchio Combino, il brand principale di Lidl per i prodotti alimentari di base, riporta in etichetta la dicitura “grano UE e non UE”.
Si tratta di una formula ampia e generica, prevista dalla normativa, che indica come il grano possa provenire sia da Paesi dell’Unione Europea sia da Paesi extraeuropei, senza specificarne l’origine esatta.
Pasta di Gragnano IGP “Italiamo”
Diverso il caso della linea Italiamo, che include anche la Pasta di Gragnano IGP. In questo caso l’etichetta riporta chiaramente la dicitura “grano 100% italiano”, nel rispetto del disciplinare del prodotto a indicazione geografica protetta.
Questa referenza si rivolge ai consumatori che desiderano una filiera completamente italiana. Il prezzo è generalmente un po’ più alto rispetto alla linea base, ma rimane comunque competitivo rispetto ad altre paste IGP presenti sul mercato.
Pasta all’uovo Combino
Anche per la pasta all’uovo del marchio Combino l’origine della semola di grano duro è indicata con la formula “UE e non UE”.
In questo caso, quindi, la provenienza del grano non è limitata a un singolo Paese ma può includere diverse aree di produzione.
L’etichetta resta lo strumento più importante
Al di là del supermercato scelto – che si tratti di Lidl, Esselunga o Coop – l’etichetta resta lo strumento principale per fare scelte consapevoli.
Chi vuole sostenere la filiera nazionale dovrebbe cercare diciture come “grano 100% italiano” o “semola di grano duro italiano”.
Quando compare la scritta “grano UE”, invece, il grano proviene dall’Europa ma senza indicazione precisa del Paese. La formula più generica resta infine “grano UE e non UE”, che lascia aperta la possibilità di provenienze da diversi Paesi del mondo.
Per questo, anche per un acquisto quotidiano come la pasta, bastano pochi secondi in più davanti allo scaffale per sapere davvero cosa si porta in tavola.
Fonte Green Me