a cura di Anima Veneta
Conosciutissimo e chiamato anche tarassaco, dente di leone, girasole dei prati, “bruza oci”, cicoria selvatica, orologio del pastore o barometro del contadino, è un’infaticabile erba aromatica che cresce e prolifera nei campi, prati, luoghi incolti, nei giardini cittadini, lungo le strade nonché tra le fessure dei marciapiedi.
Originario dell’Europa e dell’Asia e particolarmente diffuso nei paesi mediterranei, “el pisacan” è una pianta erbacea perenne, di piccole dimensioni: è il notissimo fiore giallo dei prati, i cui frutti formano il soffione con cui si divertono i bambini.
Tra i primi posti nella lista delle piante officinali maggiormente utilizzate, nel X secolo i medici arabi consigliavano il tarassaco come depuratore del sangue: il suo proficuo utilizzo aiuta a disintossicare e purificare tutti gli organi del corpo visto che tutta la pianta è commestibile e contiene un apprezzabile apporto di vitamine e sali minerali.
Le foglie hanno un gradevole aroma amarotico ed è un contorno che si sposa con quasi tutto: data la sua elevatissima duttilità, è entrato in tantissime ricette tra risotti, frittelle, ripieno di pasta, semplice contorno, polpette e chi più ne ha più ne metta.
Non poteva mancare, parallelamente, una leggenda grazie al tipico “soffione” quando gli innamorati si scambiano promesse d’amore: se gli acheni, dopo il soffio volavano via tutti disperdendosi nel vento, si dice che i loro desideri si avvereranno .
Ricette varie
Con le foglie secche del Tarassaco:
come disintossicante e depurativo del fegato: infondete 20 g in un litro d’acqua bollente per 15 minuti; bevete 2 tazze al giorno per tre settimane.
Contro le varici: applicate giornalmente sulla zona delle compresse fredde imbevute del decotto di 40 g di foglie bollite per 10 minuti in un litro d’acqua, e filtrato solo a freddo.
Contro le verruche: fate delle toccature con succo fresco, applicato 3 volte al giorno fino a distacco.
Per alleviare l’acne: lavate il viso due volte al giorno con un decotto di 50 g di foglie bollite in un litro d’acqua per 30 minuti, filtrato e intiepidito.
Con la radice secca del Tarassaco:
come diuretico: sminuzzate e macerate 50 g in un litro di buon vino rosso per 10 giorni, filtrate e assumetene 3-4 bicchierini da liquore al giorno.
Ancora un disintossicante: bollite 30 g in un litro d’acqua per 5 minuti, filtrate e bevetene 3 tazze al giorno.
Per abbassare il colesterolo: bollite 50 g in mezzo litro d’acqua per 10 minuti, filtrate e bevetene una tazza la mattina a digiuno e una prima di cena.
Contro l’arteriosclerosi: bollite 60 g per 5 minuti in un litro d’acqua, spegnete e lasciate in infusione per 20 minuti, indi filtrate, bevetene 3 tazze al giorno.
Per mitigare i dolori reumatici: bollite 40 g per 10 minuti in un litro d’acqua, lasciando in infusione per 5 minuti, assumetene 2 tazze al giorno.
Per ottenere un colorito roseo: bollite 60 g in un litro d’acqua per 30 minuti, lasciate raffreddare, filtrate e applicate delle compresse per 20 minuti.
Tarassaco alternativamente:
per regalare così tanti benefìci, la morte giusta del tarassaco è in insalata: se proprio non gradite il gusto piacevolmente amaro (ottimo aperitivo in caso di inappetenza), correggetelo con lattuga, valerianella, finocchio, sedano, uova sode e noci spezzettate, da condire con olio e succo di limone. Ricette meno “virtuose” prevedono invece l’aggiunta di una dadolata di pancetta appena soffritta, o di cipolla affettata e condita con olio e pepe.
Le foglie si possono anche congelare per l’inverno, previa scottatura di 3 minuti in acqua bollente non salata (sistema consigliato anche per attenuare il gusto amaro); all’occorrenza, si possono utilizzare al posto degli spinaci.
I boccioli si conservano come i capperi (sott’aceto o sotto sale), o come sott’olio insaporiti con aglio, peperoncino ed erba cipollina.
In tempi andati si usavano anche le radici, per poi torrefarle e macinarle: si otteneva così un accettabile surrogato del caffè.
Le radici raccolte in novembre si possono anche forzare (come la cicoria belga) per ottenere ottimi germogli imbianchiti (dolci) per il pranzo di Natale. Scegliete piante ben sviluppate, tagliate la radice a 10-15 cm di profondità e le foglie 1-2 cm sopra il colletto. Ponetele nella sabbia, in luogo fresco e semi-buio per forzarle.