0Dalla tradizione del panettone con uvetta e canditi alle combinazioni più ricercate, che accostano frutta, spezie, fiori e tè orientali. Loison Pasticceri, azienda di Costabissara, in provincia di Vicenza, continua a esplorare nuove interpretazioni del dolce simbolo del Natale, mantenendo al centro la lavorazione artigianale e la selezione delle materie prime.
Il Catalogo Inverno 2026 racconta questo percorso attraverso un repertorio di ricette che si è ampliato nel corso degli anni: dal fico all’albicocca con zenzero, dalla liquirizia con zafferano alla rosa, fino al pistacchio di Bronte Dop con tè Matcha. Tra le proposte più recenti figurano BlackHabana®, introdotto nel 2024 con un impasto al cacao, e PeachMary®, nato nel 2025 dall’abbinamento tra pesca e rosmarino. Un’evoluzione che non rinnega le origini, ma utilizza la ricerca gastronomica per ampliare il linguaggio della pasticceria tradizionale.
Quattro generazioni di pasticceri
La storia di Loison comincia nel 1938 con Tranquillo Loison, prosegue con il figlio Alessandro e arriva a Dario Loison, entrato in azienda nel 1992. È soprattutto a partire dagli anni Novanta che la ricerca sui gusti diventa un elemento distintivo dell’attività, con l’introduzione progressiva di nuove ricette.
Dall’amarena, nel 1996, al marron glacé, nel 1997, passando per il Mandarino tardivo di Ciaculli nel 2004, il fico nel 2007 e l’albicocca con zenzero nel 2009, il catalogo si è arricchito di ingredienti e accostamenti sempre più particolari. Negli anni successivi sono arrivati la liquirizia con zafferano, la camomilla, la rosa, NeroSale® e i cinque agrumi, fino alle interpretazioni più recenti.
A restare invariati sono il luogo di produzione e il metodo di lavorazione. L’intero ciclo produttivo, dal laboratorio al confezionamento, rimane a Costabissara, senza delocalizzazioni.
La preparazione richiede complessivamente 72 ore. Il lievito madre viene rinfrescato cinque volte, a intervalli di 6-12 ore, mentre l’impasto attraversa tre fasi successive, fino a una lievitazione finale superiore alle 12 ore. Dopo la cottura, il prodotto viene lasciato raffreddare naturalmente per 6-8 ore, senza ricorrere a processi accelerati.
Dalla vaniglia del Madagascar al pistacchio di Bronte
Una parte importante del lavoro di ricerca riguarda la scelta degli ingredienti. Nel Catalogo Inverno 2026 trovano spazio materie prime provenienti da territori con tradizioni produttive riconosciute, tra cui la vaniglia Bourbon del Madagascar, il pistacchio verde di Bronte Dop, il Mandarino tardivo di Ciaculli, il Chinotto di Savona e lo Sciroppo di Rose Liguri.
Accanto a queste eccellenze compaiono il tè Matcha di Uji-Kyoto, le mandorle di Bari e Avola, il miele siciliano, i vini passiti italiani, la liquirizia di Sibari e i caffè Mysore e Santos.
L’attenzione alle provenienze si traduce anche nella collaborazione con produttori e realtà legate alla conservazione delle tradizioni agricole. È il caso della vaniglia Bourbon del Madagascar, coltivata e selezionata a mano dalla famiglia Ranja nella regione di Mananara, dove la produzione viene tramandata dal 1924. La collaborazione con Loison risale ai primi anni Duemila.
La scelta di ingredienti caratterizzati da una forte identità territoriale rappresenta uno degli elementi attraverso cui l’azienda cerca di distinguere le proprie ricette, collegando il prodotto finale alle competenze e alle storie dei luoghi d’origine.
Un’azienda artigiana con una presenza internazionale
La dimensione produttiva rimane legata alla tradizione familiare, ma il mercato ha ormai superato da tempo i confini nazionali. I dati riportati dall’azienda indicano oltre 600 clienti diretti in più di 75 Paesi, con il 66% delle vendite realizzato all’estero. Nel 2025 il fatturato ha superato i 13 milioni di euro, mentre il 98% della produzione è commercializzato con il marchio Loison.
La crescita internazionale, secondo la filosofia aziendale, non deve però compromettere il rapporto diretto con i clienti. Assistenza commerciale, organizzazione e continuità nelle relazioni sono considerate componenti essenziali per mantenere un’identità artigianale anche su mercati con esigenze differenti.
«Crediamo nella qualità autentica, quella che si racconta attraverso i fatti», scrive Dario Loison nell’introduzione al nuovo catalogo.
Un percorso che negli anni è stato accompagnato da oltre 50 premi e riconoscimenti, a partire dal 1997. Tra le attestazioni citate dall’azienda figurano i WineHunter Awards, il riconoscimento Famiglie del Cibo – Un patrimonio dell’umanità assegnato nel 2026 dalla rivista Italia a Tavola, il premio Export by Capital del 2025 e l’inserimento di Loison nello speciale 100 Eccellenze Italiane di Forbes nel 2021.
Il packaging tra memoria e design
La ricerca non si ferma al prodotto. Anche le confezioni diventano parte del progetto creativo, grazie al lavoro di Sonia Pilla, moglie di Dario Loison e art director di Sonia Design.
Materiali, colori, finiture e accessori vengono scelti per costruire un’identità visiva coerente con le ricette e con la storia dell’azienda. Tra le fonti d’ispirazione ci sono libri, cartoline e oggetti d’epoca conservati nel Loison Museum, da cui prendono forma nuove soluzioni grafiche e decorative.
Nel Catalogo Inverno 2026 torna in particolare il richiamo al vintage, con immagini e dettagli che evocano atmosfere e manufatti del passato. Non si tratta soltanto di una scelta estetica: molte confezioni sono progettate per essere conservate e riutilizzate anche dopo aver consumato il dolce.
Il packaging assume così una funzione che va oltre quella protettiva e commerciale, diventando parte dell’esperienza del prodotto e del racconto del marchio.
Dalla lavorazione lenta del lievito madre alla ricerca sugli ingredienti, fino alla cura delle confezioni, Loison continua a sviluppare la propria identità partendo da Costabissara. Una storia familiare iniziata nel 1938 che, attraverso nuove ricette e mercati internazionali, cerca di tenere insieme tradizione pasticcera, innovazione e cultura del territorio.