Se i primi due mesi dell’anno hanno visto questa flessione tecnica, i dati sulle giacenze e il fermento degli ordini in vista della Pasqua -con una stima del +4% rispetto alla Pasqua precedente- confermano che il sistema è pronto a una nuova accelerazione, sostenuta da un export che ha superato la soglia dei 2,2 miliardi di euro nel 2025 confermando il consolidamento del segmento. La Francia ha registrato un incremento a doppia cifra (+18%), confermandosi il terzo mercato mondiale più profittevole dopo Usa e Uk per la denominazione. La forza del Prosecco “risiede anche nella sua capacità di unire: è uno dei pochi vini italiani capace di parlare a pubblici diversi, in Italia e all’estero, grazie alla sua eleganza e immediatezza”, spiegano i produttori. “Il settore vitivinicolo veneto ha già dimostrato negli ultimi anni una forte capacità di resilienza e adattamento- sottolinea Pizzolato- rimaniamo comunque attenti al contesto globale: l’attuale instabilità economica e geopolitica influisce sui costi delle materie prime e dell’energia, con effetti diretti sui produttori. Per questo è fondamentale il lavoro congiunto dei tre consorzi -il Consorzio di tutela della Doc Prosecco, il Consorzio di tutela del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg e il Consorzio di tutela dell’Asolo Prosecco Docg- insieme alle aziende e alle cooperative. Solo attraverso una visione condivisa, fondata sulla qualità e sulla coerenza, possiamo continuare a generare valore vero: per il prodotto, per il territorio e per le comunità che lo rappresentano”, conclude Pizzolato.