Il mercato ittico del retail italiano continua a crescere e nel 2026 supera i 4 miliardi di euro, in aumento del 3,6% sull’anno precedente. A trainare il comparto sono i prodotti confezionati e, in particolare, salmone, baccalà e stoccafisso, al centro delle analisi presentate al Norwegian Seafood Seminar organizzato dal Norwegian Seafood Council a Milano, durante TuttoFood.
Il salmone si conferma il motore della crescita: l’Italia è il sesto mercato mondiale per il salmone atlantico e il terzo per quello norvegese, con consumi in aumento del 6% nel 2025 e un valore retail di 757 milioni di euro nei prodotti a peso fisso. Bene il fresco confezionato (+12,9%) e il congelato (+3,2%), mentre il salmone affumicato resta il segmento principale con 565 milioni di euro. Nel fuori casa gli ordini sono cresciuti del 15,6% e il sushi assorbe il 69% dei consumi di salmone nel canale Out Of Home.
Tra tradizione e innovazione, stoccafisso e baccalà vivono fasi diverse. Lo stoccafisso confezionato cresce del 3,4% a 5,8 milioni di euro, spinto dai formati ready to eat (71% del valore) e dal surgelato (+10,9%), con private label in aumento del 12,9%. Il baccalà arretra leggermente (-1,6%, 20,7 milioni di euro), ma si trasforma: crescono le preparazioni surgelate (+2,9% in volume) e il ready to eat (+19%), mentre il prodotto tradizionale “da ammollare” crolla del 18,5%.
A fare da sfondo è il cambiamento nelle scelte dei consumatori: secondo NielsenIQ, il 54% degli italiani mette oggi la qualità davanti al prezzo, con sicurezza, freschezza, sostenibilità e tracciabilità tra i principali driver. In questo scenario, il seafood norvegese e, in particolare, salmone, baccalà e stoccafisso intercettano la domanda di prodotti sicuri, pratici e di qualità, confermandosi protagonisti di un mercato ittico sempre più evoluto.