Il percorso verso il riconoscimento Unesco delle tradizioni legate allo stoccafisso compie un passo decisivo. È stato infatti consegnato al Ministero della Cultura della Norvegia il dossier preliminare della candidatura multinazionale che vede coinvolte Italia, Norvegia e Islanda, con l’obiettivo di ottenere l’iscrizione delle tradizioni dello stoccafisso nella lista del Patrimonio culturale immateriale dell’umanità.
Tra i promotori del progetto figura la Dogale Confraternita del Baccalà Mantecato di Venezia, impegnata fin dall’avvio dell’iniziativa. Il percorso ha preso forma nel 2023 su impulso della International Stockfish Society, insieme a un nucleo fondatore composto dall’Accademia dello Stoccafisso di Calabria, da Slow Food Bergen, dalla Vulnerabile Confraternita dello Stofiss dei Frati di Rovereto e dalla stessa confraternita veneziana. Da lì è nata una rete internazionale che oggi riunisce comunità di pescatori, produttori, trasformatori, confraternite gastronomiche, studiosi e istituzioni di diversi Paesi.
Negli ultimi anni la confraternita veneziana ha partecipato a numerosi appuntamenti dedicati a questo patrimonio gastronomico, dagli incontri dello Stockfish Heritage alle rassegne Stockcouncil a Rovereto e Stockbridge a Bassano del Grappa. Parallelamente ha promosso la candidatura anche sul territorio lagunare, prendendo parte nel 2025 a SAOR, il festival diffuso organizzato dal Comune di Venezia nell’ambito del progetto europeo Testeat.
Un punto centrale del progetto è il coinvolgimento delle nuove generazioni. Il baccalà mantecato, sottolinea la confraternita, è una delle espressioni più immediate e versatili della tradizione dello stoccafisso, capace di inserirsi nei moderni momenti di convivialità e di avvicinare ragazze e ragazzi a una cultura gastronomica che affonda le radici in secoli di storia e di scambi tra Mediterraneo e Nord Europa.