- AltoVicentinOnline - https://www.altovicentinonline.it -

Aurora uccisa dal fidanzato a 13 anni, ridotta la pena in appello. La madre a Meloni: “E poi si aspettano che i femminicidi diminuiscano?”

La Corte d’appello di Bologna ha condannato a una pena di 15 anni il ragazzo (15enne all’epoca dei fatti e ora quasi 17enne) che in primo grado era stato condannato a 17 anni dal Tribunale dei minori di Bologna per l’omicidio di Aurora Tila. La ragazza, che aveva13 anni, morì dopo essere precipitata dal balcone del settimo piano del palazzo in cui viveva a Piacenza il 25 ottobre del 2024: a buttarla giù, come visto anche da un testimone, fu il suo fidanzatino dell’epoca, al termine di una lite.La giovane era stata vista anche mentre cercava di tenersi aggrappata con una mano alla ringhiera, ma lui l’aveva fatta cadere. Il giovane è stato condannato per omicidio aggravato da stalking, a sua volta aggravato dalla minore età della vittima e dalla relazione affettiva con la stessa vittima.
Nella prima udienza del processo d’appello, lo scorso 13 luglio, il ragazzo- che oggi non ha assistito all’udienza, mentre è presente la madre della vittima, difesa dall’avvocato Emilio Malaspina- aveva confessato l’omicidio rendendo dichiarazioni spontanee in videocollegamento. Oggi la sostituta pg Silvia Marzocchi aveva chiesto di condannare l’imputato a 15 anni e sei mesi. “Aurora aveva 13 anni, la più giovane vittima di femminicidio in Europa“, ha detto Malaspina dopo la pronuncia della sentenza, affermando che la famiglia è insoddisfatta soprattutto per larichiesta di uno sconto di pena fatta dalla Procura generaleda 17 anni a 15 anni e sei mesi. Una riduzione che sarebbe legata alla concessione di attenuanti generiche dopo la confessione nella scorsa udienza. Le motivazioni saranno depositate nel giro di 90 giorni.

Ti è piaciuto questo articolo? Condividilo su: