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Fornero: “Senza indipendenza economica non c’è libertà”

La libertà passa dall’indipendenza economica. Ed è proprio la condizione delle donne nel mercato del lavoro uno dei temi centrali del nuovo libro Conoscere l’economia per scegliere meglio, scritto dall’economista Elsa Fornero insieme alla collega Anna Lo Prete.

Il volume è stato presentato l’11 marzo a Londra, durante uno degli incontri di Night Stories, la rassegna organizzata dal Il Libro Possibile in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura di Londra. Davanti a una platea composta in gran parte da giovani, l’ex ministra del Lavoro ha affrontato uno dei nodi più persistenti dell’economia italiana: le difficoltà che le donne incontrano nel mondo del lavoro. «Diamo sempre grande valore alla libertà – ha spiegato Fornero – ma non si può esercitarla se non si è economicamente indipendenti». Una riflessione che tocca molte situazioni diverse: dai giovani con salari troppo bassi per emanciparsi dalla famiglia, fino alle donne che, a parità di mansioni, continuano a percepire stipendi inferiori rispetto agli uomini.

Un mercato del lavoro che penalizza le donne

Secondo l’economista, il mercato del lavoro italiano resta fortemente segmentato. «La nostra forza lavoro è divisa in gruppi distinti e non omogenei che godono di diverse tutele, forme contrattuali e retribuzioni». Il segmento più privilegiato rimane quello degli uomini adulti, mentre altri gruppi – tra cui donne e giovani – continuano a trovarsi in una posizione più fragile e precaria. Una situazione che, nel corso degli ultimi decenni, le riforme non sono riuscite a correggere in modo strutturale. Questa disuguaglianza si riflette non solo nelle opportunità di carriera ma anche nella retribuzione. Il divario salariale tra uomini e donne resta infatti uno dei problemi più radicati del sistema economico.

Il peso delle scelte del passato

Fornero ha ricordato come alcune politiche del passato abbiano contribuito a rafforzare un modello sociale che vedeva le donne principalmente nel ruolo domestico. «Prendiamo il fenomeno dei baby pensionati», ha spiegato. «Le donne potevano andare in pensione con circa 14 anni di contributi che, nella realtà, si traduceva in pensionate di circa quarant’anni».

Dietro quella scelta – ha sottolineato – c’era anche una precisa logica sociale: riportare le donne all’interno della famiglia, affidando loro la gestione dei figli e la cura degli anziani non autosufficienti. In pratica, una soluzione per compensare l’assenza di politiche pubbliche adeguate su welfare familiare e assistenza. La mancanza di autonomia finanziaria può avere conseguenze profonde anche nella vita privata. Fornero ha richiamato il tema della violenza economica, un fenomeno sempre più riconosciuto grazie alla disponibilità di dati statistici.

Quando una persona non dispone di un reddito autonomo – ha osservato – può diventare più difficile sottrarsi a relazioni squilibrate o problematiche. L’indipendenza economica diventa quindi una condizione fondamentale per esercitare pienamente i propri diritti.

Quote di genere e cambiamento culturale

Nonostante i progressi degli ultimi anni, l’accesso delle donne ai ruoli apicali resta limitato. «C’è ancora una forte resistenza ad affrontare in modo strutturale questo problema», ha detto Fornero, sottolineando il peso di pregiudizi e convinzioni radicate nella società. Per questo motivo l’economista oggi guarda con maggiore apertura anche agli strumenti di riequilibrio come le quote di genere. «In passato ero contraria – ha ammesso – ma oggi penso che possano essere efficaci quando la resistenza al cambiamento è così forte».

Secondo Fornero servono politiche di affirmative action, cioè interventi mirati capaci di modificare un sistema che continua a penalizzare la presenza femminile nei luoghi decisionali.

Capire l’economia per cambiare la società

Il libro nasce con l’obiettivo di fornire strumenti per comprendere meglio le dinamiche economiche che influenzano la vita quotidiana. Dallo studio al lavoro, dalle tasse alle pensioni, ogni scelta economica ha conseguenze concrete sul futuro delle persone. Ma, nel ragionamento dell’economista, c’è un messaggio che riguarda in modo particolare le donne: senza indipendenza economica non può esserci vera libertà. E senza un cambiamento strutturale del mercato del lavoro, quella libertà rischia di restare ancora a lungo incompleta.

di Redazione AltovicentinOnline

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