Oggi, mentre il caso torna prepotentemente sulle pagine dei giornali e nei talk show, tra nuove indagini, accertamenti e un nuovo indagato che la Procura di Pavia ritiene coinvolto nell’omicidio, i genitori di Chiara scelgono ancora una volta la strada opposta: il silenzio. Un riserbo che li ha accompagnati per tutti questi anni, anche quando il nome della loro figlia è tornato al centro dell’attenzione mediatica. Per loro, prima delle telecamere, delle ricostruzioni e delle ipotesi, resta il ricordo di Chiara. Di una figlia che non c’è più.
Il dolore che non passa
Chiara fu uccisa nella casa di famiglia mentre era sola: i genitori e il fratello erano in vacanza. Il suo corpo venne ritrovato dal fidanzato Alberto Stasi, che ha sempre respinto l’accusa, e che è stato condannato in via definitiva a 16 anni di carcere. Ma il caso Garlasco non ha mai smesso di alimentare dubbi, ricostruzioni e nuove piste. Negli ultimi mesi, i riflettori degli inquirenti sono tornati su Andrea Sempio, già finito al centro delle indagini all’epoca dell’omicidio. Una parentesi investigativa che allora si era chiusa rapidamente, con l’uscita di Sempio dal radar degli inquirenti. Oggi, a distanza di quasi vent’anni da quel delitto, il suo nome è tornato sul tavolo della Procura di Pavia: Sempio è formalmente indagato nell’ambito della nuova inchiesta sull’omicidio di Chiara Poggi.
Una nuova inchiesta, un vecchio delitto
La nuova fase investigativa ha riacceso i riflettori sul delitto di Chiara Poggi. Gli accertamenti della Procura di Pavia sono ancora in corso e, sullo sfondo, resta anche il capitolo giudiziario legato ad Alberto Stasi. Nel giugno 2026, il Tribunale di Sorveglianza di Milano ha disposto la sua scarcerazione, concedendogli l’affidamento in prova ai servizi sociali, dopo il periodo di semilibertà iniziato nell’aprile 2025. Stasi ha così lasciato il carcere di Bollate, dopo aver scontato la pena detentiva prevista dalla condanna definitiva a 16 anni. Un intreccio giudiziario che rischia di riscrivere una storia che sembrava ormai chiusa. Ma, proprio mentre investigatori e magistrati cercano risposte, i genitori di Chiara prendono le distanze dal circo mediatico. Il loro messaggio è semplice: ricordare Chiara, non trasformare ancora una volta la sua morte in uno spettacolo.
“Solo silenzio”
“In questi giorni vogliamo solo ricordarla da soli e in silenzio” ha commentato il papà di Chiara, Giuseppe Poggi interpellato da Adnkronos. Una decisione maturata dopo mesi nei quali il nome della figlia è tornato quotidianamente sui giornali e in televisione. Diciannove anni dopo quella mattina d’agosto, il dolore resta. E mentre fuori dalla villetta di via Pascoli continuano domande, ipotesi e indagini, dentro la famiglia resta soprattutto il ricordo di una figlia che non c’è più.