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“Se domani non torno”, la storia di Giulia Cecchettin diventa un film

La storia di Giulia Cecchettin approderà sul grande schermo. Il film, intitolato Se domani non torno, sarà diretto da Paola Randi e uscirà nelle sale entro il 2026. Il progetto prende ispirazione dal libro Cara Giulia (Rizzoli), scritto da Marco Franzoso insieme a Gino Cecchettin, padre di Giulia, e nasce con l’obiettivo di trasformare una tragedia personale in una riflessione collettiva. Il titolo richiama i versi della poesia di Cristina Torre Cáceres, diventati uno slogan nelle piazze italiane contro la violenza sulle donne. Una scelta che chiarisce fin da subito l’intenzione del film: non solo raccontare una vicenda, ma dare voce a un dolore condiviso e a una domanda di cambiamento. Le riprese sono in fase di preparazione e le location sono già state individuate.

Al centro della storia non c’è soltanto Giulia, ma il contesto culturale in cui maturano i femminicidi. Il libro da cui il film è tratto affronta i nodi del patriarcato, degli stereotipi e della responsabilità collettiva, offrendo uno sguardo che va oltre la cronaca nera. Gino Cecchettin ha scelto di parlare, fondando la Fondazione Giulia Cecchettin, impegnata in progetti di formazione e sensibilizzazione contro la violenza di genere. «Raccontare serve a capire e a costruire», spiega Franzoso, che vede nel cinema uno strumento capace di raggiungere soprattutto i più giovani. L’obiettivo è aprire spazi di confronto, dentro le famiglie e nelle scuole, per immaginare relazioni basate sul rispetto e sull’ascolto.

Giulia Cecchettin, studentessa di Ingegneria Biomedica all’Università di Padova, è stata uccisa l’11 novembre 2023. A pochi giorni dalla laurea, il suo percorso è stato interrotto dalla violenza dell’ex compagno, poi condannato all’ergastolo. La laurea alla memoria conferita dall’Ateneo patavino e ora il film rappresentano tappe diverse di uno stesso impegno: non dimenticare e trasformare la memoria in responsabilità.

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