Dalla Fabbrica Alta di Schio allo stadio Romeo Menti, passo dopo passo, chilometro dopo chilometro. Non una semplice camminata, ma un vero e proprio viaggio carico di significato, tra passione sportiva, memoria storica e senso di appartenenza. È l’impresa compiuta domenica scorsa da Davide Minore, associato del club Lanerossi Vicenza Schio, che ha scelto di raggiungere la curva Sud a piedi, trasformando una giornata di partita in qualcosa di molto più profondo.
“Sono entrato allo stadio con cinque minuti di ritardo rispetto all’inizio della partita, ma solo perché ho sbagliato i tempi”, racconta con un sorriso. “Sono partito alle 9 del mattino da Schio, con l’idea chiara di vivere fino in fondo questo percorso. Ho raggiunto Marano, dove mi sono collegato al cammino Fogazzaro-Roi, e da lì ho proseguito attraversando Isola Vicentina, Villaverla, Novoledo, Caldogno e Cresole. Ogni tappa aveva un suo significato, ogni passo mi avvicinava non solo allo stadio, ma anche a qualcosa di più grande. Alla fine sono arrivato a Polegge, vicino al Parco della Pace, per poi entrare in città e dirigermi verso il Menti”.
Un tragitto lungo, impegnativo, ma vissuto con entusiasmo e determinazione, accompagnato sempre dal filo conduttore della fede calcistica biancorossa. Quella che potrebbe apparire come un’iniziativa personale, quasi romantica, in realtà il primo tassello di un progetto più ambizioso, destinato a coinvolgere molti altri tifosi.
“Ho tracciato un primo percorso del ‘Cammino del Lane’, che vorremmo proporre già dal prossimo campionato”, spiega Minore. “L’idea è quella di creare un collegamento simbolico e concreto tra la Fabbrica Alta, luogo che rappresenta la storia e le radici della Lanerossi, e il cuore pulsante del tifo biancorosso, la curva Sud. Un percorso che unisca passato e presente, tradizione e passione”.Nato nel 1986, operaio e batterista, Davide non è nuovo a imprese di questo tipo. La sua è una personalità che unisce concretezza e spirito sognatore, capace di trasformare un’idea coltivata nel tempo in un’esperienza reale. “È qualcosa che desideravo fin da bambino”, racconta. “L’idea di legare il cammino al tifo mi è sempre rimasta dentro”.
Un’esperienza che affonda le radici anche in un’altra avventura significativa della sua vita: il Cammino di Santiago.
“Due anni fa ho percorso il Cammino di Santiago indossando i colori biancorossi, portando con me la ‘R’ per tutto il viaggio. È stato un percorso intenso, non solo fisicamente ma anche interiormente. Quando sono arrivato davanti alla tomba di San Giacomo Maggiore, nella cripta sotto l’altare maggiore della Cattedrale di Santiago de Compostela, in Galizia, ho provato una sensazione fortissima. Come se una voce mi dicesse che nel giro di tre anni saremmo arrivati in Serie A”.
Parole che, col senno di poi, assumono un significato ancora più profondo, soprattutto considerando il percorso recente della squadra e le emozioni vissute dai tifosi. Un’intuizione, forse una suggestione, ma che per Davide rappresenta qualcosa di autentico.
Il “Cammino del Lane” potrebbe così diventare molto più di un semplice itinerario: un’esperienza condivisa, capace di unire sport, territorio e spiritualità, dando ai tifosi un modo nuovo di vivere la propria passione. Un percorso fatto di fatica, entusiasmo e appartenenza, che parte da lontano ma arriva dritto al cuore. E chissà che, proprio da quei passi iniziati all’alba a Schio, non nasca una nuova tradizione destinata a crescere nel tempo, coinvolgendo sempre più persone unite dagli stessi colori e dallo stesso amore per il Lane.F.C.