Le commemorazioni per l’81° anniversario dell’Eccidio di Schio si arricchiscono di un nuovo capitolo. Dopo la presa di posizione dell’amministrazione comunale, dei familiari delle vittime, dell’Anpi e dell’Avl, che nei giorni scorsi avevano chiesto al prefetto di Vicenza di impedire che il ricordo del 7 luglio venisse trasformato in una ‘passerella per nostalgie neofasciste’, Fratelli d’Italia rivendica la scelta del Comune di inserire nel programma ufficiale la deposizione di una corona alle ex carceri di via Baratto, sostenendo che si tratta di una proposta avanzata dal gruppo consiliare già nel 2020.
“Accogliamo con favore la scelta dell’amministrazione comunale di inserire nel programma istituzionale nell’anniversario dell’eccidio di Schio, la deposizione di una corona da parte del Sindaco alle ex carceri di via Baratto. È una scelta che consideriamo positiva – spiegano i consiglieri comunali di Fratelli d’Italia Alex Cioni e Gianmario Munari – perché fin dal 2020 con un ordine del giorno in consiglio comunale, chiedevamo che fosse il sindaco, in rappresentanza dell’intera comunità, a farsi carico di questo doveroso momento di ricordo”.
Una soddisfazione che, però, lascia spazio anche a una critica politica. Secondo Cioni e Munari, tutte le iniziative presentate negli anni per promuovere un percorso di concordia e riconciliazione sarebbero state respinte dalle maggioranze che hanno governato Palazzo Garbin, prima con l’amministrazione Orsi e poi con quella Marigo. “Eppure – osservano i due consiglieri – dall’anno scorso questa impostazione è stata fatta propria dal Comune. Ne prendiamo atto positivamente, perché ciò che conta è che le vittime vengano ricordate con il rispetto che meritano. Rimane però difficile comprendere che una proposta sia bocciata quando proviene dall’opposizione e successivamente realizzata senza alcun riconoscimento del percorso che l’ha ispirata”.
Fratelli d’Italia affronta anche il tema dell’incontro svoltosi in Prefettura. Su questo punto interviene il capogruppo Alex Cioni, che invita il sindaco e la giunta a esercitare pienamente il proprio ruolo istituzionale. ““Il sindaco e la sua giunta dovrebbero esercitare fino in fondo il proprio ruolo istituzionale, rappresentando tutti i cittadini senza lasciare l’impressione che esistano soggetti come l’Anpi che in maniera del tutto fuori luogo alzano muri e veti questi sì anticostituzionali. Nessuno – insiste Cioni – può rivendicare il monopolio morale del ricordo o delimitare il perimetro di chi sia legittimato a commemorare quelle vittime”.
“La concordia – conclude Cioni – non si costruisce escludendo o attribuendo patenti di legittimità sulla base delle appartenenze ideologiche o della contrapposizione di parte, bensì sul riconoscimento reciproco e sulla storicizzazione di quegli avvenimenti. Solo quando tutte le memorie saranno riconosciute e rispettate, pur nella diversità delle interpretazioni storiche, il crimine delle carceri di Schio potrà davvero cessare di essere motivo di divisione e diventare un patrimonio condiviso e sincero di riconciliazione e di pace”.
di Redazione AltovicentinOnline
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